Il primo miracolo di Santa Rosalia a Termini Imerese

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A Termini Imerese il culto nei confronti di Santa Rosalia risale a tempi molto lontani; e per qualche secolo la devozione popolare fu così forte che superò anche quella nei confronti del Beato Agostino Novello. E perciò, pure alla santuzza, per via dei tanti miracoli, venne affidata la protezione della città, che volle acclamarla come sua Patrona. Il Cardinale Doria, sensibile a tale impulso popolare, autorizzò quindi che alcune sue reliquie fossero affidate proprio a Termini Imerese; per essere anche qui, così come a Palermo, oggetto di venerazione. La cronaca di quell’evento è riportata dallo storico Emmanuele Salemi Battaglia che così ne scrive:

“…Ricevute le reliquie e chiusele in un vaso d’argento, con l’autentica, il dì sette giugno 1625 le depongono per mano dell’Arcidiacono di Termini in un altare che avevano rizzato sulla poppa della nave, la quale veniva scortata da altre dodici navi conciate a festa…Ma che dire! Il vento che poc’anzi era contrario, per cui le acque increspavano, non appena venne deposta la reliquia sull’altare della nave, si fece tale calma e serenità, da potere felicemente; solcando le onde arrivare in Termini, con le candele accese, ch’eransi disposte innanzi le reliquie. La tramutatele in elegante statua, la portarono in processione alla Matrice dove, espostala all’altare maggiore, elessero a padrona la nostra santa. Non contenti di averle fabbricato una cappella nella Matrice, le rizzarono apposita chiesa nel1629, istituendovi una confraternita; e alli quindici di luglio vi celebrò la prima messa il Cardinal Doria….”

In passato quindi, anche a Termini Imerese, oltre che a Palermo, il quindici di luglio si faceva gran festa in onore della Santuzza; e in quella prima occasione volle addirittura intervenire lo stesso Cardinale Doria per suggellare il patto di amore e di fede tra il popolo imerese e Santa Rosalia. La devozione dei termitani fu subito “premiata”; e così, per come descrive sempre il Salemi Battaglia:

“…La Santa, per dimostrare il suo affetto inverso questa città, operava vari prodigi, de’ quali il primo verificavasi in persona di una fanciulla di giorni quaranta, figlia a Giuseppe ed Elisabetta Aidone. La povera infante era si gravemente inferma, per continua febbre, vomito, gonfiagione nel capo ed in tutto il corpo, da credera bella e ispacciata; molto più che i rimedi dell’arte a nulla erano giovati. Sendo in tale stato, la inconsolabile madre, procurata una particella di pietra del sepolcro di S. Rosalia, avendola infusa nell’acqua, di questa dava a bere, come medicamento, alla fanciulla che, infra gli otto giorni, perfettamente guariva. Fu tale e tanta l’allegrezza del popolo e della madre che, da quel momento in poi, ad onore della santa Eroina, chiamarono la fanciulla col nome di Rosalia…”

Contenuto a cura di Nando Cimino

Nella foto Santa Rosalia Patrona, al Duomo di Termini Imerese

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