Approssimandosi la festività del Beato Agostino Novello, desidero riproporvi un breve video dedicato agli artisti che, nei secoli, hanno saputo immortalarlo con i loro pennelli e i loro colori. La sua figura, mite e dolce, attraversa la storia dell’arte come un simbolo di santità e di misericordia, tanto che già nel Trecento era ampiamente venerato e raffigurato.
Il primo a renderlo celebre nel mondo delle immagini fu Simone Martini, con il magnifico dipinto “Il Beato Agostino Novello e i quattro suoi miracoli”, realizzato nel 1328.
L’opera divenne immediatamente un modello per la pittura toscana successiva, grazie alla sua straordinaria capacità narrativa e alla delicatezza con cui viene rappresentato il Beato, assorto nell’ascolto dell’angelo che gli sussurra all’orecchio.
La tavola, oggi custodita nella Pinacoteca Nazionale di Siena, oltre ad essere un capolavoro artistico, è un racconto visivo di fede, di intercessione divina e di speranza.
I quattro miracoli raffigurati ai lati — la caduta del bambino, il salvataggio del cavaliere, la guarigione del fanciullo e l’episodio del lupo — parlano ancora oggi al cuore dei fedeli e degli amanti dell’arte, richiamandoci alla protezione silenziosa e potente dei santi.
Il nostro Beato Agostino meriterebbe oggi maggiore attenzione e fede, da parte della comunità cristiana e di tutti coloro che amano la spiritualità agostiniana.
Quando il suo corpo era sepolto a Siena, era veneratissimo: tantissimi erano i fedeli che accorrevano al suo sepolcro per affidargli le loro preghiere, certi della sua intercessione e del suo spirito compassionevole.
E di questo ne ho una personale testimonianza.
Dovremmo riscoprire la figura del Beato Agostino Novello, per riscoprire il valore della pace interiore, del servizio umile e della carità vissuta nel quotidiano.
Lo voglio sperare.
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