É il nuovo volto della politica sportiva del mondo delle quattro ruote italiane, Giuseppe Zagami, siciliano di nascita, ma da anni divide stabilmente la sua vita, per motivi di lavoro, tra Piemonte e Lombardia. L’uomo della Terra di Trinacria, oltre che essere insegnante, è anche presidente dell’Automobile Club Vebano Cusio Ossola della regione Piemonte e, dopo l’insediamento del nuovo presidente Aci nazionale, Geronimo La Russa, è stato nominato presidente dell’Aci Vallelunga e da pochi giorni Presidente della Commissione Rally, in seno alla federazione sportiva AciSport.
I tuoi detrattori, perché ne avrai sicuramente tanti, vista la tua esperienza, non potranno mai obiettare sulla tua competenza…
«Vengo da una famiglia di sportivi, mio padre è stato un organizzatore, ho seguito le sue orme, in dieci anni ho organizzato ben 54 gare.Insieme a mio fratello Claudio abbia ho seguito e sviluppato il progetto della scuderia New Turbomark, frequento il mondo del motorsport da quando ero bambino, non voglio peccare di presunzione, ma credo che l’esperienza non mi manchi».
Da uomo di sport come hai trovato il settore al tuo insediamento?
«Occorre dare una scossa, perché le passioni vanno alimentate e per alimentarle occorrono regolamenti semplici e chiari. La macchina burocratica va snellita e bisogna affrontare in modo deciso il problema dei costi. Certo il nostro non è uno sport economico, ma sia i praticanti sia gli organizzatori vanno aiutati se non si vuole fare scemare del tutto la passione. Ti dico per esempio che negli ultimi sei sette anni i costi organizzativi sono raddoppiati e anche l’organizzatore animato da fervida passione è stato falcidiato e ha iniziato a disilludersi»
Da dove si dovrebbe iniziare?
«Credo fermamente che il dialogo, con chi è competente e con la base, sia importantissimo per iniziare a fare sintesi e voltare pagina, dobbiamo formare nel modo migliore gli ufficiali di gara e i supervisori che devono aiutarci a tenere alti gli standard di sicurezza che, per il motorsport di casa nostra, sono il fiore all’occhiello».
Ora è tempo di mettersi a lavoro.


