Prima di parlare dei vescovi titolari di Termini Imerese e, in particolare, di Mons. Antonio Maria Travia, primo dei vescovi titolari della nostra Città, è bene parlare della vecchia sede vescovile di Termini Imerese.
Già fin da quando la Città fu colonia romana, ebbe Pontefici, Sacerdoti, Aruspici, come confermato da diverse iscrizioni marmoree e riprese dal Benincasa in “Dissertazione storico-critica sull’Antico Vescovo della Splendidissima Città di Termini Imerese, Palermo 1778, pagg.22/23”, rinvenute in vari luoghi della città.
E’ fuor di dubbio, stante i trascorsi, che la nostra città possedeva tutte le qualità per ritenersi sede vescovile, infatti, essendo “città nobile, popolata, distinta” ed anche marittima, si prestava alla divulgazione del vangelo nei paesi interni, tuttavia bisogna arrivare al V secolo per avere notizie certe sul Vescovo di Termini. Per quanto concerne la presenza di Vescovi nella ns. Città non si hanno certezze se non per Pasquale e Giovanni.
Nel 649 nel Concilio Romano, celebrato in Roma, a San Giovanni in Laterano, da Papa Martino I, tra gli altri vescovi Siciliani, che sottoscrissero gli atti, si legge il nome di Pasquale, Vescovo di Termini, ed esattamente: “Pascalis Episcopus Thermitanus”.
Nel 680, negli atti del Concilio Costantinopolitano III, ed Ecumenico VI, convocato da Papa S. Agatone, al terzo posto, dopo i nomi del Vescovo di Siracusa e di Messina, si legge quello del termitano Giovanni, “Joannes minimus Episcopus Sanctae Ecclesiae Thermitanae Provinciae Siciliae in hanc suggestionem, quam pro Apostolica nostra fide unanimiter construximus, similiter subscripsi.”
Gli stessi vengono ricordati in una lapide posta in una delle sale del palazzo della nostra Città, che ricorda i nostri due presuli.
Con l’avvento dei Normanni e, in particolare, col Conte Ruggero, a cui da papa Urbano II gli era stato concesso di assegnare a ciascun vescovado la sua diocesi, la città di Termini venne aggregata alla Chiesa di Palermo e Papa Callisto II, su istanza di Pietro, Arcivescovo di Palermo, con una bolla del 2 aprile, sciolta nell’anno 1122, che cominciava con le parole: “Istis votis”, ne confermava il possesso.
Riproposizione del Titolo della Vecchia Diocesi
La riproposizione del Titolo risale al 1968, su iniziativa del Card. Francesco Carpino, Arcivescovo di Palermo, e il 16 dicembre dello stesso anno Mons. Antonio Maria Travia veniva nominato Elemosiniere di Papa Paolo VI, con il titolo di Arcivescovo, con identico provvedimento l’antica Diocesi di Termini Imerese “pro hac vice tantum” (per questa volta), viene elevata a Sede Arcivescovile.
Mons. Antonio Maria Travia
Mons. Travia nasce a Palermo l’8 dicembre 1913, ma viene iscritto sul Registro di Stato Civile e battezzato nella Chiesa Cattedrale di Palermo con i nomi di Antonio, Maria Concetta Travia, il 1^ gennaio 1914, E’ lui stesso a confermare tale data in una lettera inviatami dallo stesso in data 12.1999, dove si legge: “l’8 dicembre di quest’anno ho compiuto 86 anni”
Frequenta le classi ginnasiali seconda e terza nel Seminario Arcivescovile di Palermo come “chierico esterno”. Il 1° agosto 1927 viene accolto come “chierico interno” nella casa di Villeggiatura di Baida dello stesso Seminario. Nel corso di quegli anni ebbe come prefetto
(seminaristi più avanti negli studi) Mons. Michele Sarullo, col quale stringerà una sincera amicizia. Completati gli studi di Teologia, riceve l’ordinazione sacerdotale l’11 luglio 1937 per le mani del Card. Luigi Lavitrano.
Dall’Arcivescovo di Palermo riceve il mandato di compiere gli studi giuridici a Roma, per un futuro servizio alla Diocesi nel costituendo Tribunale ecclesiastico Siculo. Il 1° novembre 1937 è accolto nel Pontificio Seminario Romano e compie gli studi nel Pontificio Ateneo Lateranense conseguendo, il 15 gennaio 1942, la laurea in Diritto Canonico con la tesi: “La personalità giuridica della diocesi nel diritto canonico e nel diritto italiano”.
Tornato a Palermo nel giugno del 1940, nel mese di settembre dello stesso anno, viene nominato Cancelliere del Tribunale Ecclesiastico Siculo e Vicario Cooperatore della Parrocchia di S. Espedito.
Purtroppo lascerà presto Palermo, perché, viene chiamato a Roma dal Card. Luigi Maglione, Segretario di Stato del Papa Pio XII, al servizio della Santa Sede, e il 1° settembre 1942 è ammesso nella Pontificia Accademia Ecclesiastica, prestando la sua opera nella Segreteria di Stato, sezione ordinaria, di cui era Sostituto Mons. Giovanni Battista Montini.
Rimarrà alla Segreteria di Stato fino al 1959, percorrendo i vari gradi della diplomazia pontificia, mentre dal 1948 al 1954 svolge il compito di Segretario particolare dello stesso Sostituto, poi Pro-Segretario di Stato, Mons. Montini.
Il 29 novembre 1952 dal Cardinale Vicario, Clemente Micara, è nominato Assistente Ecclesiastico del Gruppo Romano di Azione Cattolico, incarico che mantiene fino al 1959.
Il 10 dicembre 1954 è insignito del titolo di Prelato Domestico di Sua Santità.
Il 6 gennaio 1955 è al seguito di S.E: Mons. Giovanni Battista Montini nel solenne insediamento ad Arcivescovo di Milano.
Mons. Travia, scrisse, che quel trasferimento fu accettato con sofferenza dal nuovo Arcivescovo di Milano.
Il 6 gennaio 1956 Papa Pio XII lo nomina Consulente Ecclesiastico Centrale del Centro Italiano Femminile (C.I.F.), e continua a prestare servizio nella Segreteria di Stato con la qualifica di Addetto.
Dopo un triennio nel C.I.F. è costretto a lasciare, per la sopravvenuta nomina a Consigliere della Nunziatura Apostolica in Italia, mentre era Nunzio S.E. Mons. Carlo Grano, creato Cardinale il 26 giugno 1967.
Il 16 dicembre 1968 Papa Paolo VI lo nomina Elemosiniere Pontificio e Arcivescovo Titolare di Termini Imerese, iniziava in tal modo la cronotassi dei Vescovi Titolari della soppressa Diocesi di Termini Imerese.
Il 6 gennaio 1969 lo stesso Pontefice, accogliendo la sua umile preghiera si degnava conferirgli personalmente l’Ordinazione Episcopale nella Basilica Vaticana di S. Pietro, associando nel sacro rito altri prelati nominati in quello stesso periodo.
L’assegnazione del Titolo, da poco instaurato, dell’antica diocesi di Termini Imerese, ed elevata, come già detto, “pro hac vice Tantum” a Sede Arcivescovile, veniva a soddisfare il desiderio di Mons. Travia a rafforzare il vincolo di unione con la nativa Chiesa Palermitana, che manterrà sempre nel cuore. Ma su quella prima nomina chiariremo un po’ più avanti.
Papa Paolo VI, in quella circostanza, quale ulteriore segno della sua paterna bontà, gli faceva dono di un pregiato calice che nell’11 luglio 2002, nel 65° Anniversario della sua ordinazione sacerdotale, lo stesso prelato donava al Seminario Arcivescovile di Palermo, unitamente al pastorale, ricevuto con disposizione testamentaria dal Card. Carlo Grano, come atto di riconoscenza della collaborazione prestata presso la Nunziatura in Italia.
Tale atto di donazione suscitò una certa gelosia tra il clero termitano e Don Francesco Anfuso ebbe a riferirmelo nella notte di Natale di quello stesso anno. Gli chiesi 24 ore di tempo per una risposta, così il giorno di Natale, chiamando S.E. Mons. Travia per formulargli gli Auguri del Santo Natale, sfacciatamente gli chiesi qualche suo dono, per il costituendo Museo Parrocchiale, a futura memoria del suo primo Arcivescovi Titolare, formulandogli nello stesso tempo l’augurio “Ad multos annos”.
Sorrise e mi disse, che ormai si era spogliato di talune sue cose personali, insistetti e mi disse che c’era la possibilità di donare un suo quadro. Acconsentii anche per aprire la strada a qualcosa di più personale. In pochi giorni, grazie a un amico quel quadro da Roma arrivò a Termini Imerese.
Frattanto con P. Anfuso formulammo con una missiva una nuova richiesta di oggetti personali da destinare alI’erigendo Museo. Il 30 dicembre 2002, l’alto Prelato faceva recapitare al nostro Arciprete Don Francesco Anfuso una preziosa stola, simile a quella di Papa Gregorio Magno.
Nel giorno della sua ordinazione episcopale in S. Pietro erano presenti molti termitani, tra cui l’Arciprete, Mons. Michele Sarullo, che rimarrà al suo fianco come suo cerimoniere, il notaio Francesco Candioto e una nutrita schiera di Siciliani, facenti parte dell’Arciconfraternita di S. Maria Odigitria dei Siciliani, con Francesco Merlina e la moglie, termitani entrambi, trapiantati a Roma e fedeli discepoli del nuovo Arcivescovo.
Il 19 maggio 1969 prende possesso del Titolo in Termini Imerese, e viene accolto in Duomo dall’Arciprete Mons. Michele Sarullo, da autorità civili, militari, religiose e dal clero tutto.
In Duomo celebra un solenne pontificale per la festività del Beato Agostino Novello, Patrono della Città, al termine del quale fa dono all’Arciprete pro tempore della Bolla di nomina ad ArcivescovoTitolare di Termini Imerese.
Nel corso di questa visita viene conferita a Mons. Travia dal Sindaco, Ignazio Mirabella, la cittadinanza onoraria di Termini Imerese.
Sempre in quell’occasione fa visita a luoghi e persone a lui care, la cattedrale di Palermo, iol Seminario, le parrocchie di Ventimiglia, S. Elia e S. Sepolcro di Bagheria, mentre il 21 Maggio consacra il nuovo altare della Parrocchia Maria SS. Della Consolazione.
Nel 1970 dal Card. Ugo Poletti è nominato Primicerio dell’Arciconfraternita S. Maria Odigitria dei Siciliani, in Roma, mentre nel 1971 è nominato Rettore della Chiesa.
Il 19 Maggio 1977 fa ritorno a Termini Imerese, in occasione della traslazione del corpo del Beato Agostino Novello da Siena a Termini Imerese, di cui si era particolarmente interessato. In quella occasione era latore di un messaggio di Papa Paolo VI al Card. Salvatore Pappalardo ed ai fedeli termitani.
Il 15 Maggio 1983 è nominato Gran Priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Il 22 dicembre 1989 termina il suo servizio di Elemosiniere Pontificio, il 10 settemre 1991 quello di Gran Priore dell’ordine Equestre del Santo Sepolcro e il 19 Maggio 1998 quello di Primicerio dell’Arciconfraternita di S. Maria Odigitria dei Siciliani.
Fu al servizio, prima in maniera subordinata dei Sommi Pontefici Pio XII e Giovanni XXIII, poi direttamente di Paolo VI, Giovanni Paolo ( Pappa Luciani), e Giovanni Paolo II. Mantenne un vincolo più stretto con il Papa Paolo VI , prima di tutto a motivo della genealogia sacramentale, che l’ha reso padre del suo stato episcopale, ma anche per la dimestichezza avuta con lo stesso nella Segreteria di Stato, dall’inizio del suo servizio presso la S. Sede nel 1942, quindi cone superiore diretto, quale Sostituto della stessa Segreteria, e poi per averlo voluto dal 1948 suo segretario particolare, fino al suo insediamento ad Arcivescovo di Milano.
In una delle tante conversazioni telefoniche, ebbi a chiedergli se nel corso degli anni gli era stata offerta la possibilità di esercitare il suo ministero in qualche diocesi. Mi rispose che per ben due volte Papa Paolo VI gli aveva offerto tale possibilità. Stante la sua discrezione non approfondii l’argomento, anche perché avevo appreso già, che era stato chiamato dal Papa a succedere al Card. Carpino nella sede Arcivescovile di Palermo e che motivi, strettamente personali, in particolare l’età avanzata della madre, Sig.ra Margherita Li Greci, non gli permisero di lasciare Roma. Tale notizia l’ho riportata nel mio “Breve Storia della Chiesa di Termini Imerese”, sottoponendo la bozza alla sua attenzione; dallo stesso non mi pervenne alcuna smentita, anzi ebbe a scrivere su una copia di quel testo “ con la mia benedizione” in data 18.12.2004.
Rimaneva la curiosità di venire a conoscenza dell’altra sede. A fare chiarezza è una lettera che Mons. Travia invia al Sommo Pontefice Papa Paolo VI la sera del 16 dicembre del 1968, dopo la consegna del Biglietto con cui il Papa si era degnato di eleggerlo a suo elemosiniere ed elevarlo all’Episcopato : “ La piena dei sentimenti che si agitano nel mio animo ha bisogno di effondersi nel Vostro paterno Cuore. Tra essi prevalgono soprattutto la commossa ammirazione e la profondissima gratitudine per la bontà estremamente paterna che avete mostrato per me, non solo ricordandoVi della mia trascurabile persona, ma designandomi ad una importante arcidiocesi e subito sollevandomi da essa non appena avete scorto nel mio animo i segni della grave angustia che il dovere dell’obbedienza, il senso di responsabilità, la coscienza della mia totale inadeguatezza al compito, gli procuravano”.
Pertanto appare chiaro che ancor prima di essere nominato elemosiniere e Arcivescovo Titolare di Termini Imerese, Mons. Travia era stato destinato ad altra sede ed esattamente, come ho avuto modo di accertare era quella dell’Arcidiocesi di Amalfi, in quel tempo sede vacante.
Mons. Travia già si ammalava verso la metà de mese di marzo, tuttavia dopo una breve degenza in ospedale ritornava a casa. Si ammala una seconda volta nella seconda metà del marzo 2006, stavolta non supera la crisi che si era manifestata, anche se qualche giorno prima della sua morte, il 6 febbraio del 2006, aveva dato qualche segno di ripresa. I funerali si sono svolti a Roma l’8 febbraio nella chiesa Maria SS. in Traspontina a Roma. Al rito funebre presenti Don Francesco Anfuso, Don Raimondo Abbandoni e il sottoscritto in rappresentanza del Comune di Termini Imerese.
In data 15 febbraio mi recavo a Roma, per andare a prelevare quanto già Mons. Travia, aveva deciso di destinare per Termini Imerese, dopo il suo ritorno alla casa del Padre Celeste, in particolare un calice, il pastorale della sua ordinazione episcopale e altre insegne vescovili. Di questo particolare erano già stati informati la cugina, mio zio Merlina e il sottoscritto. Andai direttamente io per evitare eventi spiacevoli, con un mandato ben preciso da parte dell’Arciprete di Termini, e controfirmato dalla stessa cugina (consegnataria) onde evitare problemi nel corso dell’imbarco.
A cura di: Salvatore Arrigo


