La forza della parola poetica e l’impegno della cultura si sono uniti in un momento di profonda riflessione civile. L’Assemblea Regionale Siciliana ha ospitato un incontro dedicato alla poesia come strumento di consapevolezza e di lotta contro ogni forma di violenza, confermando ancora una volta come l’arte possa farsi voce dell’anima e coscienza collettiva.
Nella prestigiosa cornice della Sala Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana — gentilmente concessa per l’occasione — si è svolto un evento di grande valore culturale e sociale: un recital di poesia preceduto da un intenso dibattito sul tema della violenza sulle donne e del bullismo.
Un incontro che ha saputo coniugare riflessione, arte e impegno civile, offrendo al pubblico un momento di profonda sensibilità e partecipazione collettiva.
A introdurre e coordinare i lavori sono stati Pino Simplicio, Dirigente scolastico; Alessandro Magistro, Assistente parlamentare al Senato; Antonio Barracato, poeta, scrittore, Presidente del Cenacolo Letterario Italiano e organizzatore dell’iniziativa; e Maria Tindara Sapienza, laureata in Scienze Politiche, esperta in tematiche sociali e responsabile alla Cultura del Cenacolo Letterario.
Il recital di poesia ha rappresentato il cuore pulsante della manifestazione, con la partecipazione di numerosi autori e autrici che hanno offerto versi intensi e commoventi dedicati al rispetto, alla dignità e al coraggio femminile.

Hanno declamato le proprie poesie Giovanni Barone, Francesca Luzzio, Maria Tindara Sapienza, Pietro Vizzini, Angelo Abbate, Pina Granata, Francesco Ferrante, Dorotea Matranga, Giuseppe Severino, Luigina Giaccone, Concetta Lipari, Antonio Barracato, Lia Calcagno, Rosanna Vicari e Vincenzo Mangiapane, regalando al pubblico un mosaico di emozioni, riflessioni e speranza.
Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Rossella Accardo e Concetta Lipari, che con autenticità e coraggio hanno condiviso esperienze di vita capaci di suscitare profonda empatia e consapevolezza.
A concludere i lavori è stata la giornalista Vittoria Di Bella, che con grande sensibilità ha saputo sintetizzare il significato più profondo dell’incontro: la cultura come strumento di conoscenza, prevenzione e rinascita.
L’iniziativa ha voluto lanciare un messaggio forte e condiviso: la poesia può essere voce della società, memoria delle ferite e luce di cambiamento, dimostrando come la parola, quando nasce dal cuore, possa farsi impegno civile e speranza per un futuro migliore.
