Diciottenne morto accoltellato in classe davanti ai compagni: ecco cosa è successo

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Un’intera città è stata scossa da una tragedia che ha colpito nel luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza, crescita e futuro. In un istituto superiore della città ligure, l’istituto professionale “Einaudi–Chiodo” di La Spezia, si è consumato un omicidio che ha spezzato la vita di un ragazzo di appena 18 anni.

La vittima è Abanoub Youssef, studente della scuola, morto dopo essere stato accoltellato in aula da un coetaneo. L’aggressione è avvenuta durante l’orario scolastico, sotto gli occhi attoniti di compagni e docenti, trasformando una normale giornata di lezione in una scena di violenza improvvisa e incomprensibile.

Secondo prime informazioni, tutto sarebbe iniziato durante la ricreazione. Abanoub avrebbe avuto un confronto acceso nei bagni della scuola con un altro studente, Zouhair Atif, 19 anni, di origine marocchina, residente ad Arcola e iscritto allo stesso istituto ma in una classe diversa.

Il litigio sarebbe nato per motivi sentimentali. Una questione di gelosia legata a una ragazza conosciuta da entrambi. Dopo il diverbio, Abanoub era rientrato in aula. I compagni lo hanno notato agitato, ma nessuno poteva immaginare ciò che stava per accadere.

Pochi minuti dopo, l’altro giovane è entrato in classe brandendo un coltello da cucina che, secondo gli inquirenti, avrebbe portato da casa. Davanti agli studenti e al docente presenti, si è scagliato contro Abanoub colpendolo al costato. Il fendente ha perforato la milza, causando una gravissima emorragia interna.

Un insegnante è intervenuto immediatamente, riuscendo a disarmare l’aggressore e a bloccarlo. Anche alcuni studenti hanno circondato il ragazzo fino all’arrivo della polizia, intervenuta in pochi minuti.

I soccorsi sono intervenuti tempestivamente, ma le ferite riportate dal giovane si sono rivelate fatali. Abanoub è morto poco dopo, lasciando nel dolore la famiglia, gli amici e l’intera comunità scolastica. Il presunto aggressore, anche lui studente, è stato fermato e affidato alle autorità competenti, mentre sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le eventuali motivazioni che hanno portato al gesto.

La notizia si è diffusa rapidamente in città, suscitando sgomento e incredulità. Davanti all’istituto si sono radunati studenti, genitori e cittadini comuni, uniti da un silenzio carico di dolore e domande senza risposta. Le istituzioni locali hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima, mentre la scuola ha sospeso le attività per consentire momenti di raccoglimento e supporto psicologico.

Quella di Abanoub Youssef è una vita spezzata troppo presto, simbolo di una ferita profonda che interroga non solo il mondo della scuola, ma l’intera società. Una tragedia che riaccende il dibattito sulla violenza giovanile, sulla prevenzione dei conflitti e sulla necessità di ascolto e sostegno all’interno delle comunità educative.

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