Cosimo Cristina e Padre Puglisi: memoria e legalità al centro della mostra al Balsamo Pandolfini

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All’Istituto Comprensivo Balsamo Pandolfini si è svolta, nella giornata di venerdì 17, l’inaugurazione della mostra dedicata a Cosimo Cristina, figura simbolo del giornalismo libero e coraggioso in Sicilia. L’iniziativa, accolta con grande partecipazione da parte di studenti, docenti e ospiti, si inserisce in un più ampio percorso educativo volto alla promozione della legalità e della memoria.

All’evento erano presenti la dirigente scolastica dell’istituto, prof.ssa Caterina La Russa, la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Trabia, prof.ssa Giusi Conti insieme ad Alfonso Lo Cascio giornalista e presidente regionale BCSicila e a Mario Catalano, autore impegnato nella divulgazione di temi legati alla giustizia e all’impegno civile. Gli interventi hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di chi, come Cristina, ha pagato con la vita la ricerca della verità.

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La mostra rappresenta un tassello significativo all’interno di un percorso didattico più ampio che la scuola sta portando avanti con il progetto “La Sicilia che racconta”. In questo contesto, gli studenti sono impegnati nella lettura del libro dedicato a padre Pino Puglisi, scritto dallo stesso Catalano, figura centrale nella lotta contro la mafia attraverso l’educazione e l’impegno sociale.

Il confronto tra Cosimo Cristina e padre Puglisi emerge con forza proprio da questo intreccio progettuale. Sebbene appartenenti a contesti e ruoli differenti, entrambi incarnano una Sicilia che resiste e che non si piega alla sopraffazione mafiosa. Cristina, giovane giornalista, denunciò con lucidità e coraggio i meccanismi della criminalità organizzata, rompendo il muro di omertà in anni in cui farlo significava esporsi a rischi estremi. Padre Puglisi, invece, scelse la strada dell’educazione e del recupero sociale, operando nei quartieri più difficili per sottrarre i giovani all’influenza mafiosa.

Due percorsi diversi, ma un unico filo conduttore: la scelta di stare dalla parte della verità e della giustizia, anche a costo della vita. Se Cristina utilizzava la parola scritta come strumento di denuncia, Puglisi faceva della relazione educativa il suo mezzo di cambiamento. Entrambi, però, hanno lasciato un’eredità morale potente, che oggi trova spazio nelle aule scolastiche e nelle coscienze delle nuove generazioni.

La mostra e il progetto “La Sicilia che racconta” dimostrano come la scuola possa essere un presidio fondamentale di cultura e legalità. Attraverso la conoscenza di queste figure, gli studenti non solo apprendono la storia, ma sviluppano una consapevolezza critica indispensabile per diventare cittadini responsabili.

L’inaugurazione si è così trasformata in un momento di riflessione collettiva, capace di unire memoria e impegno, passato e futuro. Un segnale importante che conferma il ruolo centrale della scuola nella costruzione di una società più giusta e consapevole.

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