Cefalù: ultimo saluto in cattedrale a monsignor Crispino Valenziano

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Himera Live

Si sono svolti ieri, nella Cattedrale di Cefalù, i funerali di Monsignor Crispino Valenziano. Il
feretro è stato traslato dalla sua abitazione privata in Cattedrale per un un atto commemorativo.

In tanti si sono radunati in preghiera per dare l’ultimo saluto tra affetto, commozione e varie testimonianze che hanno ricordato l’operato di Mons. Crispino, un lascito testamento tessuto fra arte, bellezza e grande cultura per la teologia. Una vita interamente tesa a coltivare fede, ragione, arte e bellezza ed una meticolosa cura nei dettagli.Chi ha avuto la possibilità di ascoltarlo, è stato grato perciò che con la sua sapienza ha donato nella dedizione e nel servizio. Nell’omelia, il Vescovo ha ricordato i tratti della sua personalità ed il suo studio sconfinato per la liturgia.
«Una grande intelligenza. Un carattere forte intuitivo- testimonia Padre Aurelio Biundo ricordando la sua collaborazione anche nella realtà della Parrocchia di San Francesco. Al Santo d’Assisi, si acquistava nella spiritualità. Forte questo suo legame, aveva presentato l’icona del Crocifisso di San Damiano. Un grande innamoramento per il Crocifisso ed per il volto del Cristo Pantocratore. Innumerevoli gli aneddoti e le sue opere scritte che rimarranno sempre impresse. «Riduttivo sintetizzare una parabola esistenziale che ha forgiato la sua vita -afferma Frà Salvatore Vacca-professore ordinario di Sicilia- C’è una frase in particolare che riassume e racchiude il suo operato facendo da chiave al mistero di Dio « Dio è bellezza e si esprime nella bellezza». Mons. Crispino
ha curato molto anche le relazioni umane, sottolineano gli amici. Il sapere per lui, non è mai stato ostentazione ma ricerca di verità. Nell’uso delle parole è sempre stato rispettoso dinanzi a qualsiasi interlocutore a cui ha dato dignità ed ascolto,generoso spazio.L’uomo, per lui è relazione e confronto.Tematica che ha curato molto aperendo la Facoltà teologia in Sicilia all’ecumenismo, all’oriente cristiano ma anche al mondo musulmano.
Il nipote Luca, lo ricorda nella sua sapienza. Ma un’ Immagine cara che rimarrà più impressa è quella in cui quando lo portava con sé da Roma in Sicilia a trovare i nonni.« Passavamo insieme la notte da Napoli a Palermo. Mi ha accompagnato sempre. Un ricordo che rimane con me».
«Crispino vivi in Dio-lo saluta affettuosamente la cara amica ,prof. Concetta Militello con cui ha condiviso le idee ed operati attraverso la Fondazione “Accademia Via Pulchritudinis”- Nuota nel grembo del padre e contempla la bellezza del suo verbo. È fatti solleticare dal vento grazioso dello spirito».

Matilde La Placa

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