Quest’anno, come già da dieci anni a questa parte, il Comitato di Santa Lucia di Castellana Sicula ha voluto dare alla festa anche un forte significato solidale. In collaborazione con l’associazione AMOA, il comitato ha promosso un gesto concreto di aiuto, destinando risorse per sostenere cure mediche in Africa. L’associazione Amoa, nasce nel 1991, senza fine di lucro , è composta da medici professionisti sanitari e volontari che dedicano gratuitamente parte del loro tempo alla cura e prevenzione delle malattie oculari in Italia e in Africa.Un’iniziativa che testimonia come la devozione possa tradursi in azioni di amore, sostegno e umanità. L’associazione ha espresso profonda gratitudine per la generosità ricevuta, sottolineando il valore di un gesto capace di andare oltre i confini locali per raggiungere chi è più fragile.
Il culto di Santa Lucia, protettrice della vista, è particolarmente sentito sulle Madonie. Nei giorni che precedono i festeggiamenti del 12 e 13 dicembre, un gruppo di devoti volontari si riunisce ogni anno con grande operosità, esprimendo la propria fede attraverso gesti semplici ma carichi di significato. È il momento della preparazione degli ucchiuzzi, i tradizionali biscotti a forma di occhio, e della cuccia, simbolo indissolubile della santa. La lavorazione manuale dell’impasto diventa così un rito collettivo, atteso con gioia, in cui la comunità rinnova il proprio impegno a mantenere vive fede e tradizione.

La convivialità è parte integrante di questi riti, costituiti da simboli e usanze che si tramandano nel tempo. A Castellana Sicula, come in altri paesi madoniti, la cuccia si consuma in forma semplice: solo grano, cotto lentamente a fuoco basso per diverse ore, dopo essere stato accuratamente pulito, lavato e lasciato in ammollo per alcuni giorni. La tradizione vuole che i primi tre cucchiai vengano mangiati senza alcun tipo di condimento, in segno di devozione. Gli occhietti, invece, si realizzano con ingredienti poveri e genuini: farina, acqua, un pizzico di lievito e poco zucchero.
Numerose sono le grazie ricevute e le lodi di ringraziamento che si possono ascoltare prima della Santa Messa, testimonianza di una fede viva e condivisa. Dopo la celebrazione eucaristica della sera del 12 dicembre, la cosiddetta “notte di Santa Lucia”, viene allestito il tradizionale falò. Il fuoco simboleggia la luce che vince le tenebre e ricorda il martirio della santa, che non riuscì a essere bruciata, portando luce nella notte più lunga dell’anno.
Il giorno 13, la statua di Santa Lucia viene portata in solenne processione dalla Confraternita, accompagnata da preghiere, canti e musica bandistica. La fede accesa dei devoti crea un’atmosfera di intensa spiritualità, in cui Castellana Sicula rinnova il proprio legame con Santa Lucia, celebrando non solo una tradizione religiosa, ma anche i valori di solidarietà, condivisione e speranza.