I tecnici della Procura di Termini Imerese hanno depositato i primi risultati delle analisi effettuate sul Bayesian, il veliero affondato nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2023 al largo di Porticello, e recuperato lo scorso 20 giugno. Secondo quanto emerge dai rilievi, l’imbarcazione presentava già segni di instabilità prima che la tempesta colpisse il tratto di mare palermitano.
Dalle verifiche tecniche risulta che lo scafo, al momento dell’incidente, era inclinato di circa 15 gradi e che l’acqua aveva già iniziato a penetrare a bordo prima dell’arrivo del maltempo. “Il momento raddrizzante e la stabilità in allagamento erano già compromessi prima della tempesta”, hanno spiegato i periti incaricati. Il vento e il mare agitato non sarebbero quindi la causa principale dell’affondamento, ma solo una concausa aggravante.
Gli accertamenti confermano che lo scafo non presentava falle e che, in condizioni operative ottimali – con il motore acceso, l’ancora issata e un’adeguata gestione da parte dell’equipaggio – l’affondamento sarebbe stato “alquanto improbabile”, come sottolineano gli investigatori. A confermare questa tesi, il fatto che una seconda imbarcazione a vela, che si trovava nelle vicinanze del Bayesian, non abbia riportato danni significativi e non sia affondata.
Le conclusioni preliminari coincidono con le ipotesi avanzate fin dai primi giorni successivi al naufragio dalla Procura di Termini Imerese, prima sotto la guida dell’allora procuratore Ambrogio Cartosio, oggi coordinate dalla procuratrice facente funzione Concetta Federico e dal sostituto procuratore Raffaele Cammarano. L’ipotesi principale resta quella di una “incredibile catena di errori umani”.
Per il naufragio sono attualmente indagati con l’accusa di naufragio il comandante della nave, James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffiths.
Secondo la ricostruzione, l’inclinazione eccessiva del veliero e il lungo albero maestro che toccava l’acqua in pochi minuti avrebbero compromesso la governabilità dell’imbarcazione. L’acqua avrebbe potuto entrare dai portelloni di poppa, chiusi solo quando ormai era troppo tardi. A sostenerlo è anche l’avvocato Mario Bellavista, legale della famiglia di Recaldo Thomas, il cuoco di bordo morto nel naufragio.
Nel tragico incidente persero la vita sette persone: il magnate britannico Mike Lynch, sua figlia Hannah, i coniugi Bloomer, i coniugi Morvillo e il cuoco Recaldo Thomas.
Sull’affondamento del Bayesian è aperta anche una seconda inchiesta, relativa alla morte di un sub olandese deceduto durante le operazioni di recupero dell’albero dell’imbarcazione, effettuate nel porto di Termini Imerese.


