Assolto dalle accuse di maltrattamenti nei confronti della ex compagna per insufficienza di prove

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Si è concluso con un verdetto di assoluzione il processo che ha visto imputato D’Alba, ex buttafuori palermitano, noto per il suo ruolo da guardiano coriaceo della movida notturna nel capoluogo siciliano. L’uomo era stato accusato del reato di maltrattamenti nei confronti della sua ex compagna, originaria di Piacenza. Al termine di un processo durato oltre tre anni e celebrato secondo il rito ordinario, il Tribunale di Piacenza ha pronunciato una sentenza assolutoria, motivata dall’insufficienza di prove.

La relazione tra i due era durata solo sette mesi, dopo un primo contatto avvenuto sul social network Facebook. Spinto dal desiderio di costruire un rapporto stabile, D’Alba aveva deciso di trasferirsi a Piacenza, lasciando la propria famiglia e il lavoro a Palermo. La convivenza, tuttavia, è stata solo occasionale e ben presto la donna ha sporto denuncia, accusando l’uomo di averla sottoposta a gravi vessazioni di natura psicologica e fisica durante l’intero arco della relazione.

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Avvocato Raffaele Delisi

Durante la fase delle indagini, e fino all’udienza conclusiva, D’Alba è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla presunta vittima. Una restrizione che ha segnato profondamente la sua quotidianità.

L’udienza conclusiva si è tenuta ieri pomeriggio in videocollegamento tra il Tribunale di Piacenza e lo studio del difensore, l’Avv. Raffaele Delisi, collegato da remoto in presenza del suo assistito. Una modalità resa possibile da una recente norma che, dopo l’esperienza pandemica, consente la trattazione dei procedimenti a distanza in presenza di specifiche esigenze delle parti.

Nel corso del dibattimento, l’imputato ha potuto rendere dichiarazioni spontanee, fornendo la propria versione dei fatti. La difesa ha insistito sull’inattendibilità del racconto della persona offesa, sostenendo che le sue dichiarazioni erano viziate da un forte astio nei confronti dell’ex compagno e non supportate da elementi oggettivi o riscontri esterni.

Il Tribunale ha quindi accolto le argomentazioni della difesa, assolvendo l’imputato con formula piena e dichiarando cessata la misura cautelare che lo aveva accompagnato per tutta la durata del processo.

 

La dichiarazione della difesa

“Nei delicati procedimenti di maltrattamenti, le dichiarazioni della persona offesa devono essere valutate cum grano salis. Le affermazioni rese in fase di indagine devono necessariamente essere sottoposte al vaglio del dibattimento secondo le regole del contraddittorio e i principi del giusto processo. In questo caso, il contraddittorio è stato garantito anche tramite collegamento a distanza con TEAMS, consentendo all’imputato di difendersi efficacemente dalle accuse a suo carico.”

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