Si è spento oggi all’età di 94 anni Emilio Fede, uno dei volti più noti e discussi del giornalismo televisivo italiano. Nato il 24 giugno 1931 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, Fede ha dedicato oltre settant’anni della sua vita alla professione giornalistica, diventando una figura centrale nella storia della televisione italiana.
La sua carriera è iniziata negli anni Cinquanta con la stampa, per poi approdare alla RAI, dove ha ricoperto ruoli di rilievo, tra cui la direzione del TG1 dal 1981 al 1982. Nel 1992 è passato a Mediaset, dove ha fondato e diretto il TG4 fino al 2012, consolidando la sua fama come direttore “folgorato sulla via di Arcore”, in riferimento alla sua vicinanza a Silvio Berlusconi .
Durante la sua carriera, Fede ha ricoperto anche il ruolo di direttore di Studio Aperto e di Videonews, e ha lavorato come inviato speciale in Africa, dove ha raccontato eventi storici e sociali in oltre 40 Paesi.
La sua figura è stata spesso al centro di polemiche per la presunta faziosità dei suoi telegiornali, accusati di essere troppo vicini al potere politico. Tuttavia, Fede ha sempre difeso il suo stile giornalistico, rivendicando la sua indipendenza e la libertà di espressione.
Negli ultimi anni, Fede ha affrontato anche vicende giudiziarie, tra cui la condanna definitiva nel 2019 nell’ambito del processo Ruby Bis, per aver favorito la prostituzione di alcune ragazze spinte a partecipare alle cene del ‘bunga bunga’ nelle residenze di Silvio Berlusconi .
Fede lascia due figlie, Simona e Sveva, che lo hanno assistito fino all’ultimo. I funerali si terranno giovedì 4 settembre alle ore 16:00 nella chiesa di Dio Padre a Milano 2, Segrate.
Con la sua scomparsa, il giornalismo italiano perde una delle sue figure più emblematiche, capace di suscitare ammirazione e critiche, ma sempre protagonista indiscusso della scena televisiva nazionale.
