Termini Imerese: i ciciri ri San Giuseppi

NANDO CIMINO

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Non ne ho personali ricordi; ma vi riporto quanto mi fu raccontato anni fa da un nostro anziano concittadino il quale faceva memoria di quando il 23 gennaio, giorno in cui la chiesa ne celebra lo sposalizio, nella nostra chiesa di San Giuseppe alla fine delle solenni messe, venivano distribuiti i ciciri caliati. Tutti, soprattutto i bambini, portavano con se un muccaturi ben pulito e preferibilmente bianco; e alla fine della messa, i confrati vi mettevano una manciata di ceci benedetti. Era una usanza che in qualche modo richiamava a quanto anticamente accadeva tra i ceti popolari durante le feste di matrimonio che allora si tenevano in casa. In queste occasioni infatti oltre a taralli, confetti e rosolio, venivano distribuiti anche i ciciri; il legume era infatti ritenuto simbolo di nascita e di abbondanza. Oggi a Termini Imerese questa consuetudine è del tutto scomparsa; ma credo che ancora venga praticata in alcuni paesi della nostra Sicilia dove il santo è molto popolare. Per l’occasione tanti bambini recitavano pure questa simpatica filastrocca che ho ricostruito per voi rifacendomi anche in questo caso ai ricordi tramandati a voce dai nostri antenati:

San Giuseppi si maritò
bella festa ca si fici,
la Maronna si priò
e ni fui assai filici.


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