Matteo Messina Denaro, l’oncologo: “Le sue condizioni di salute sono gravi”




“Le sue condizioni sono gravi, la malattia ha avuto un’accelerazione negli ultimi mesi. Non lo definirei un paziente in buone condizioni di salute. Sono certo che continuerà a ricevere tutte le cure di cui ha bisogno. Ieri i carabinieri mi hanno chiesto se posticipare di tre, quattro giorni il ciclo di chemioterapia che avrebbe dovuto fare qui avrebbe avuto conseguenze e io ho firmato l’autorizzazione perché un ritardo così contenuto non avrà alcun effetto sul suo stato di salute”.

Questa la dichiarazione rilasciata a Repubblica online da Vittorio Gebbia, responsabile dell’Oncologia medica della clinica La Maddalena, dove il boss Matteo Messina Denaro è stato arrestato due giorni fa.

La prognosi infausta è stata “accolta con grande dignità dal paziente che aveva la piena consapevolezza delle sue condizioni di salute e nessun atteggiamento che potesse destare sospetto”.

Matteo Messina Denaro ha iniziato la chemioterapia nel gennaio 2021 e il 4 maggio 2021 è stato operato per le metastasi al fegato da una equipe chirurgica.

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Per l’esperto: “Scarse possibilità di cura”

“Se durante un’operazione chirurgica troviamo i cosiddetti ‘cancri in situ’, la probabilità di guarigione da un tumore del colon retto è quasi assoluta. Soprattutto dal punto di vista dell’asportazione endoscopica siamo in grado di curare, di fatto, la quasi totalità dei pazienti. Dipende dallo stadio di avanzamento della malattia. Se vi sono delle metastasi, è chiaro che il discorso cambia ma anche in questo caso siamo in grado di ottenere significative guarigioni, chiaramente in proporzione molto più bassa. Nel caso di Matteo Messina Denaro, per il quale si parla di tumore del colon con metastasi epatiche, si tratta di una malattia avanzata dove le possibilità di cura sono scarse”.

Lo ha spiegato ieri all’agenzia Dire Bruno Annibale, professore ordinario di gastroenterologia, direttore Uoc malattie apparato digerente e fegato dell’Ospedale Universitario Sant’Andrea Sapienza di Roma e presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige).

 


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