Parto nella notte su una motovedetta della guardia costiera: nell’equipe anche una dottoressa di Polizzi Generosa




Un parto è avvenuto nel cuore della notte su una motovedetta della guardia costiera a poche miglia da Lampedusa. È nata una bambina.

La piccola, sta bene e anche la madre.

Il parto è avvenuto sulla motovedetta della guardia costiera, appena attraccata al molo Favaloro di Lampedusa, che aveva soccorso il barcone su cui viaggiava la donna ivoriana di 28 anni, con un altro figlio di 2 anni.

La donna era arrivata con le doglie su un barcone assieme ad  altri migranti fuggiti da Costa d’Avorio, Guinea, Mali e Burki.

Il parto è stato assistito dallo staff emergenza sbarchi, tra loro anche la dott. Angela Ferruzza di Polizzi Generosa.

A novembre 2020 aveva  fatto partorire una migrante sull’elisoccorso rianimatore 118, coadiuvata dal personale del PTE dell’isola, fra cui l’infermiere Franco Galletto. 

La giovane madre e  la neonata sono state in seguito trasferite al PTE per i controlli e da lí trasferiti all’ospedale di Agrigento.

La neomamma e la piccolina godono di buona salute  Intanto, sull’isola, sono sbarcate 71 persone.

 Sono sempre più numerose le storie degli sbarchi. Non tutte però a lieto fine. Per fortuna, questa, ha lasciato il sorriso. Ma poi, chissà…ci si augura che davvero queste persone dopo i tantissimi rischi corsi per scappare dalla loro terra  giungendo  dall’altra parte del mondo, possano trovare un po’ di speranze per una vita migliore e, certamente, più serena.

Ecco cosa è successo 

Non c’è stato il tempo di trasferirla al Poliambulatorio di Lampedusa, una giovane donna originaria dalla Costa D’Avorio ha partorito a bordo della Motovedetta della Guardia Costiera appena approdata al molo Favaloro dell’isola. Assistita da medici ed infermieri dell’Asp di Palermo, USMAF e 118, la donna, già mamma di un’altra figlia, ha messo alla luce una bambina.

 Ad assisterla al parto gli operatori Angela Ferruzza, Cristina Geraci, Veronica Billeci, Maria Raimondo, Filippo Brancaleone e Nadia D’Agostino, oltre al mediatore culturale dell’Asp, Moussah.

  Trasferiti poi al Poliambulatorio, gli operatori del PTE, Mauro Marino, Franco Galletto e Francesco Zappalà hanno stabilizzato mamma e figlia, prima del trasporto in elisoccorso all’Ospedale di Agrigento, dove adesso sono ricoverate per il normale decorso post partum. 


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