Le poesie più belle del Natale in letteratura




Natale alle porte. La più bella attesa dell’anno. La bellezza di un’atmosfera che vince il tempo, che regala emozioni sempre nuove, quella del Natale che tematizza sentimenti sempre attuali, condivisibili. Alcuni noti poeti si erano espressi nel loro tempo in versi amati che è sempre bello poter ricordare. 

GUIDO GOZZANO: LA NOTTE SANTA

 
La notte santa è una poesia che Guido Gozzano ha scritto nel 1914, ed è destinata ai bambini. Rievoca proprio la notte della nascita di Cristo, contraddistinta da un forte senso religioso nel quale ripercorre tutta la vita di gesù Cristo raccontata nei Vangeli
 
 

Venite, pastori e massaie,

o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill’anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja

Gianni Rodari:
Il pianeta degli alberi di Natale
si torna sempre sul concetto di Natale ideale, dove tutti meritano di sorridere ed essere felice.

Rodari, Il pianeta degli alberi di Natale

 
Dove sono i bambini che non hanno

l’albero di Natale

con la neve d’argento, i lumini

e i frutti di cioccolata?

presto, presto adunata, si va

sul Pianeta degli alberi di natale,

io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…

Qui è Natale ogni giorno.

Ma guardatevi attorno:

gli alberi della foresta,

illuminati a festa,

sono carichi di doni.

Crescono sulle siepi i panettoni,

i platani del viale

sono platani di Natale.

Perfino l’ortica,

non punge mica,

ma tiene su ogni foglia

un campanello d’argento

che si dondola al vento.

In piazza c’e’ il mercato dei balocchi.

Un mercato coi fiocchi,

ad ogni banco lasceresti gli occhi.

E non si paga niente, tutto gratis.

Osservi, scegli, prendi e te ne vai.

Anzi, anzi, il padrone

Ti fa l’inchino e dice:”Grazie assai,

torni ancora domani, per favore:

per me sarà un onore…” Che belle le vetrine senza vetri!

Senza vetri, s’intende,

così ciascuno prende

quello che più gli piace: e non si passa

mica alla cassa, perché

la cassa non c’è. Un bel Pianeta davvero

Anche se qualcuno insiste

A dire che non esiste…

Ebbene, se non esiste, esisterà:

che differenza fa?

 

UMBERTO SABA: A GESÙ BAMBINO

La poesia dell’Ermetico Umberto Saba sembra essere quasi una preghiera a Gesù Bambino nella quale gli chiede di farlo essere sempre di buon animo.  
 
La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa’ che il tuo dono

s’accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;

ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli

il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino


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