Le storie del cuore

Si dice spesso che il rapporto tra i professionisti della salute e il paziente debba essere rinforzato, affidandosi a nuovi processi di cura. Bisogna attivare un processo di riconciliazione. La storia di malattia deve lasciare spazio ai pensieri del paziente, ai suoi sentimenti, alla sua visione della vita stessa, al suo modo di comunicare la sofferenza.

S.D. vive in comunità, è un paziente di 48 anni con un disturbo psicotico. Giunto in gravissime condizione per uno shock cardiogeno, situazione pericolosa per la vita in cui il cuore improvvisamente diventa incapace di pompare abbastanza sangue per soddisfare le necessità dell’organismo e, in particolare, gli organi “nobili” come cervello e reni.

Le sue condizioni appaiono disperate, ma grazie alle competenze dell’equipe medica-infermieristica-OSS di cura della cardiologia Ingrassia, diretta da Sergio Fasullo dopo 53 giorni di cure intensive, oggi S.D. può tornare a riabbracciare i propri affetti.

Il paziente appare emozionato e chiede una foto ricordo, stringe le mani degli operatori che chiama ad uno ad uno per nome, sente che la sua storia, i cui tasselli sono i dubbi, le paure, le sensazioni, le interpretazioni, le reazioni, le emozioni per una situazione dolorosa, è stata compresa. Di fronte al male, alla malattia, alla sofferenza, all’avversità occorre resistere.
Resistere con tutta la forza, con la consapevolezza della nostra più profonda umanità.


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