Ismaele La Verdera: Da Polizzi un lungo giro ma si arriva al Parlamento. La storia del Pandino bianco che diventa auto blu




Oggi il grande giorno. S’insedia Ismaele La Verdera precedentemente eletto come deputato regionale nella lista di Sicilia Vera di Cateno De Luca, facendo il suo ingresso al Parlamento, a Palazzo dei Normanni, col Pandino blu.

Probabilmente dopo aver lasciato le Iene per essersi dedicato attivamente alla politica, in tanti avranno conosciuto Ismaele proprio con quest’auto con la quale, partendo da Polizzi Generosa (PA) da un Parco Auto da dove tutto è iniziato, si è poi spostato per quasi in tutta Sicilia nel periodo precedente alle elezioni per portare le sue idee nuove,aperte, accessibili. Una ventata fresca e di cambiamento per una Sicilia semplice,alla portata di tutti. Un modo per far sentire il giovane neo deputato ,uno fra la gente, uno di loro pronto ad ascoltare, a vivere le tante problematiche in prima persona,da vicino. Ha cambiato più volte il look la Panda, da bianca, si è trasformata con i colori della regione, Rossa e gialla e adesso, un’altra ritoccata per una nuova tinta blu, un altra avventura.

«Questo pandino – spiega La Vardera – mi ha accompagnato per tutta la campagna elettorale. Siamo andati nei posti più reconditi della provincia di Palermo ed è un pò il simbolo che serve a ricordare che la vita ed i problemi veri si trovano al di fuori da questo palazzo. Il pandino, da sempre, è un simbolo per tanti siciliani che lo usano come mezzo da lavoro. Io, anche in chiave provocatoria, l’ho fatto diventare blu».

«L’idea – conclude il parlamentare – mi è venuta la prima volta che ho messo piede in questo Palazzo dopo le elezioni. Mi sono reso conto che è come entrare in un mondo parallelo, dove i problemi reali si perdono di vista. Ecco, da oggi i miei colleghi avranno la possibilità di vedere la mia splendida auto blu parcheggiata fra le loro vetture, chissà che magari non decidano di farsene una anche loro, bastano solo 900 euro».

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Il significato del nome PANDA

C’è da dire intanto che “Panda “deriva dal nome della divinità minore romana protettrice delle strade e dei viaggiatori, che teneva libere le strade (dal verbo latino pandere, aprire).

Fiat Panda è un’auto superutilitaria prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT in tre serie: la prima, nata nel 1980 e disegnata da Giorgetto Giugiaro; la seconda nata nel 2003 e disegnata da Giuliano Biasio per Bertone; e la terza, nata nel 2012 disegnata sotto la direzione di Roberto Giolito.

Il legame della Fiat Panda e l’Italia

Certamente è stata ed è,un’auto storica di grande successo che col tempo si è trasformata in qualcosa di molto più complesso, fino a penetrare nel tessuto sociale di un intero paese  trasformandosi in un oggetto cardine ed identitario della cultura popolare che  più generazioni conoscono, ricordano e, in molti casi, ammirano, che possibilmente tutti o quasi, hanno posseduto.

La prima generazione di Fiat Panda vede la luce nel lontano 1980. Linee squadrate, ingombri contenuti e tanto spazio interno erano gli elementi essenziali della prima Fiat Panda, una citycar di appena 700 Kg di peso e dai costi di gestione davvero economici grazie anche ai motori con potenze da 30 a 45 CV.

Le storie della gente comune legate alla Panda, icona di Sicilia 

In tanti hanno viaggiato in famiglia o singolarmente con questa vettura: pratica, economica,comoda, robusta,con un portabagagli confortevole. Tante storie legate a questa quattro ruote in simbiosi con tante vite,con il  lavoro soprattutto semplice, ordinario.

Chi non infatti mai vista protagonista fra  più usi? Chi non ha visto per le strade di Sicilia ad esempio, un cofano di Panda stracolmo di frutta,in particolare carico di agrumi e ortaggi pronto all vendita? E chi non ha visto una Panda posteggiata in un angolo della strada con sopra il bagagliaio un fitto fascio  di carciofi e di verdura fresca pronti per essere caricati? O ancora, a pensarci, chissà quanti viaggi avrà fatto quest’auto ben imbottita di pane fresco appena sfornato dai panettieri durante le prime ore del mattino fino a tarda mattina e chissà quanto pane e panelle avrà venduto sulle vie principali di Palermo o chissà ancora quante e quante di quelle volte un’altra di esse  si sarà schizzata di vernice,di Ducotone, felice comunque di essere stata utile a chi l’ha usata per il proprio lavoro quotidiano? Saranno stati davvero tanti pure i diciottenni che avranno fatto pratica facendola spegnere su qualche ripida salita e numerosi i pic-nic in montagna in cui anche quella volta, il Pandino avrà fatto sorridere bambini dove al  suo interno fino alla cappelliera, ci sarà stato un pranzo ghiotto e ben curato di torte fatte in casa,  parmigiana e cotolette in abbondanza. Chissà quante le storie immerse fra quegli sportelli, in quello spazio dove tanti ricordi sono custoditi.

Ma c’è da dire che la Panda è la macchina del popolo. Del lavoro onesto , delle storie vere senza filtri. E questa che oggi stiamo vivendo è un’altra storia che sta iniziando.

 

 


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