Termini Imerese: ritorna la festa di Sant’Orsola

A CURA DI NANDO CIMINO

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Approfitto di questa bellissima foto, pubblicata da Gaetano Spicuzza, e di Gary Bartlett, per parlarvi della antica chiesa di Sant’Orsola; santa di cui oggi 21 ottobre ricorre la festa. La chiesa fu edificata nella seconda metà del 1400; ed ingloba quella che, secondo gli esperti, era una antica torre di guardia facente parte della vecchia cinta muraria della città.

La torre, detta dei Saccari, fu costruita su di un possente costone roccioso; e domina il vecchio quartiere delle Rochecelle. E’ questo un suggestivo quartiere popolare sorto la dove, già in epoca romana, pare esistesse un piccolo insediamento abitativo, che si era costituito intorno alle sorgenti delle acque termali e dove, per come si narra, ebbero a rifugiarsi gli Imeresi dopo la battaglia persa contro i cartaginesi.

La chiesa di Sant’Orsola subì nel tempo diversi rimaneggiamenti; ed un originario corpo fu poi destinato a catacombe. Qui aveva la sua sede la Compagnia detta dei Neri, nome che gli derivava dal colore del cappuccio e dell’abito usato. Erano questi dei benestanti, taluni anche nobili, che praticavano la carità e si dedicavano a dare degna sepoltura ai poveri della città.

Qui nacque e si sviluppò anche la leggenda di “Santu Baddaru”; ovvero del Sacerdote Vincenzo Impallaria, il cui corpo mummificato è ancora oggi visibile. Il sant’uomo pare che, anche da morto, si aggirasse nottetempo per i vicoli del quartiere ad assistere gli ammalati e confortare i poveri, consumando così le sue scarpe. Ed ecco che ogni anno l’8 febbraio, giorno della sua morte avvenuta nel 1699, tanti termitani usavano portare nella sua tomba un bel paio di scarpe nuove.

La chiesa, di particolare bellezza e suggestione, racchiude al suo interno pregevoli opere d’arte; ed è da considerarsi uno dei più importanti monumenti della nostra città. Da qualche tempo, e mostrando grande sensibilità, il parroco don Enrico Campino coadiuvato da valenti giovani, da associazioni e da tanti fedeli, ne sta promuovendo il recupero. E giusto in questi giorni ha dato vita ad un bel programma religioso con l’obiettivo di riportare in auge la antica festa di Sant’Orsola; santa, alla quale i nostri antenati si rivolgevano con particolare fervore, e che è tra l’altro protettrice delle maestre e degli orfani.


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