Ergastolo per Pietro Morreale: la comunità al fianco della famiglia di Roberta Siragusa




A poche ore dalla sentenza emessa dalla Corte d’Assise presso il tribunale di Palermo riguardo all’omicidio della giovanissima Roberta Siragusa, che vede l’ex fidanzato Pietro Morreale condannato all’ergastolo e a ingenti risarcimenti alla famiglia della ragazza, i social si riempiono di messaggi di sostegno alla famiglia di Roberta. 

Affetto e calore si possono percepire soprattutto sul profilo facebook della mamma di Roberta, Iana Brancato, che in questi anni è stata molto attiva sui social, tenendo gli amici sempre aggiornati sulle vicende e permettendo a tutti di partecipare al suo dolore, offrendo sostegno in questa battaglia verso la verità e verso la giustizia

Semplici le parole di Iana ieri sera subito dopo la sentenza. Possiamo leggere sul suo profilo: «Adesso Roberta può riposare in pace», poche parole per esprimere la gratitudine per un grande risultato, quello che tutti si auspicavano.

Soddisfazione per il risultato raggiunto non vuol dire esultanza, infatti nessuna pena riporterà Roberta in vita, la sentenza non risulta per nessuno una consolazione. Proprio questo è il sentimento che emerge dalle parole di Beatrice Scimeca, avvocato di Caccamo che commenta: «Abbiamo poco da gioire: una vita spezzata, un ergastolo dato. Il Comune si è fatto portavoce del dolore dei cittadini di Caccamo ai quali è stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, unica parte civile (oltre i familiari) ad avere ottenuto il riconoscimento di tale diritto seppur simbolicamente. Potrei definirlo un successo professionale. Ma nessuna somma di denaro potrà mai ridare la vita a Roberta».

A commentare i fatti è stata anche la giornalista e autrice Angela Marino, che si è soffermata sulla durezza di una pena che condanna un ragazzo molto giovane: «Ergastolo per Pietro Morreale, 21 anni, che due anni fa uccise e diede alle fiamme, guardandola bruciare, la fidanzata Roberta Siragusa, di soli diciassette anni. È il verdetto di primo grado per il delitto avvenuto due anni fa in Sicilia. Una sentenza dura, ma coraggiosa, vista la giovane età dell’imputato. Riposa in pace Roberta». Numerosi i commenti al suo post di chi, invece, non si cura dell’età dell’assassino, come Mariella Gelardi che risponde: «La sentenza più dura è stata quella della ragazza morta per volontà di un piccolo mostro, quindi credo in tutta onestà che lui anche se giovane deve pagare per questo delitto mostruoso!»

Nessun commento, in alcun modo, sostiene il giovane condannato, ma alcuni post risultano più duri di altri, lasciando emergere una rabbia che non può essere in alcun modo mitigata, come le parole di Mirko Bonomo che scrive: «Fine pena mai…! Arrivata la sentenza per avere ucciso e dato fuoco a questa bellissima ragazza Roberta Siragusa. A questo essere immondo dare della bestia è semplicemente un complimento. Giustizia è fatta».

Più teneri, invece, i commenti di chi ha deciso di rivolgersi direttamente a Roberta, concedendosi ancora un intimo dialogo con l’amica, come ha fatto Lory Conigliaro: «Robertì, visto? Oggi abbiamo vinto una grande battaglia. Hanno vinto i nostri avvocati, ha vinto la legge, ha vinto la giustizia, abbiamo vinto noi, ma soprattutto HAI VINTO TU. Giustizia è stata fatta. Ha pagato per tutto il male fatto, per il dolore che ti ha causato, per le paure provate, per le lacrime versate, per i sogni spezzati…per la tua giovane vita infranta. Ha pagato per i cuori di un’intera famiglia che ha distrutto, per la tristezza, lo sconforto e la malinconia in cui ci ha catapultati. È vero, nessuna condanna ci ridarà te indietro, ma adesso sei libera vita mia, puoi riposare serenamente. Vola anima bella, vola libera e sempre più in alto, noi qui, continuiamo a lottare per affrontare il vuoto lasciato dalla tua assenza! Ti amo per sempre piccolina mia!»


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