Giro di prostituzione con minore in provincia di Palermo: madre e figlia restano in carcere




Restano in carcere le due principali indagate nell’ambito dell’operazione sul giro di prostituzione sgominato nel territorio del Partinicese nei giorni scorsi con il coinvolgimento anche di una minorenne su cui sarebbero stati fatti abusi. Confermati anche i domiciliari ad altri due indagati mentre vengono parzialmente accolte le istanze dei legali degli altri due uomini, anch’essi indagati in questa torbida vicenda, che però non avevano avuto gli arresti ma misure cautelari minori. Oggi si è espresso il tribunale del riesame di Palermo che era chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di revoca delle misure cautelari da parte degli avvocati difensori dei quattro indagati.

Le accuse a vario titolo sono di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, nonché di atti sessuali con minore. Su questo binario si muove la tesi della Procura di Palermo che ha delegato ai carabinieri una serie di indagini in un contesto da chiarire. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Palermo. Le misure sono state eseguite tra le province di Palermo e Agrigento. Madre e figlia, stando alla ricostruzione dei fatti dei carabinieri, si prostituivano costringendo la minorenne, rispettivamente figlia e sorella delle due, a vendere il proprio corpo. Le due sono assistite dagli avvocati Rosangela Barretta e Salvatore Di Chiara. Confermati i domiciliari per gli altri due indagati difesi da Maria Polizzi e Luigi La Placa.

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