Termini Imerese: i frati della Gancia al “carcere”

A CURA DI NANDO CIMINO

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Come avrete visto in questi giorni ho concentrato i miei post trattando la tematica della possibile chiusura del convento della Gancia e quindi anche di un probabile ridimensionamento delle “attività” liturgiche della stessa chiesa. Sono io per primo ad augurarmi che la notizia sia falsa e che, tratto io stesso in inganno, abbia fatto troppo rumore per nulla. Ma purtroppo non credo sia così. Lo percepisco dai commenti e da numerosi messaggi privati che mi sono giunti anche da parte di “addetti ai lavori” che non fanno altro che avvalorare tale triste evenienza. Ciò detto vi propongo oggi quello che potrebbe essere un altro aspetto, socialmente dannoso per la nostra comunità, derivante dalla eventuale chiusura del convento.

Mi è capitato più volte, durante la mia vita, di fare attività di volontariato sia al carcere che in ospedale; e so quanto ciò sia importante per alleviare le sofferenze di coloro che si trovano costretti a stare in questi luoghi. Ebbene per la eventuale chiusura del convento della Gancia di Termini Imerese si deve tenere conto anche del fatto che nella nostra città, a differenza di tante altre, esistono anche strutture socialmente delicate proprio come un carcere ed un grande ospedale. E cosa c’entra tutto ciò con un convento francescano e con una chiesa?

Semplice; credo gran parte di voi sappiano che nella nostra città l’assistenza spirituale per i carcerati e gli ammalati, da molto tempo era affidata e garantita proprio dai frati francescani della Gancia; i quali svolgevano egregiamente e con impegno questa importante e delicata missione.

Chi li sostituirebbe!? Ricordo in particolare, ma senza con ciò voler sminuire gli altri, quanto fatto in tempi ancora a noi vicini, da Frà Agatino; che con discrezione, entusiasmo e passione, assolveva a questo delicato compito, e la cui presenza era sempre motivo di gioia e di consolazione per carcerati ed ammalati. Ecco; oltre a chiudere porte e finestre, spero qualcuno abbia pensato anche a come supplire alla mancanza di quest’altra importante, se non fondamentale forma, di assistenza sociale!


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