Un breve viaggio nel cuore di Termini Imerese

Nonostante il degrado che giornalmente registra e che si spera possa quanto meno attenuarsi grazie all’impegno dei suoi cittadini, delle amministrazioni locali e statali, delle associazioni di volontariato peraltro molto attive e delle Forze dell’ordine, stupisce sempre per le Emozioni artistiche tanto che venne nominata  “Civitas splendidissima”.

Il nostro tour virtuale inizia con un velocissimo sguardo alla storia della città nei vari periodi, con un testo molto sintetico per essere sicuramente letto:


 

belvedere

Affacciandosi dal suo  Belvedere  – luogo meta giornalmente di tantissimi visitatori – si può godere di un panorama unico su tutta la città, davvero suggestivo e che permette di potere ammirare la costa da Cefalù a Capo Zafferano, con il maestoso  monte San Calogero  che nella vita di Termini Imerese ha svolto sempre una parte importante per quel suo aspetto caratteristico.

Nel cuore della città sorge il  Museo Civico “Baldassare Romano” , che numerosi reperti appartenenti a diversi periodi storici sia greca che romana ed una pinacoteca con opere di artisti siciliani e opere di matrice fiamminga come l’Annunciazione e  trittico bizantino dell’Odigitria riconosciuta a Gaspare da Pesaro.  Nell’attigua Chiesa di Santa Maria della Misericordia sono esposti  gli arazzi di Vincenzo La Barbera.  realizzati nei primi anni del 1600 e   la lapide funeraria del 1572 rinvenuta nella stessa Chiesa.

Di fronte la Chiesa di Santa Maria si erge maestosa la  Chiesa di Santa Croce al Monte , il Pantheon termitano, ricca di tantissime opere d’arte, ma sopratutto di  due splendidi sarcofaghi in marmo , di cui uno della scuola del Gagini.

Nella stessa piazza si trova il  Duomo di San Nicola di Bari  (la Chiesa Madre o la Cattedrale viene normalmente chiamata). Al suo interno  La Croce lignea di Pietro RuzzoloneLa statua dell’Immacolata del Quattrocchi Il Crocifisso nero dell’Annunziata  e poi ancora  una portantina rococò di influenza veneta

Accanto al Duomo sorge   il Palazzo di Città  che fu eretto tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 (forse su progetto di Antonino Spatafora) e poi modificato nell’800.

Al suo interno, a sinistra poco oltre l’ingresso principale, è la  Sala del Magistrato o Cammara Picta  importante esempio di arte, storia, ma anche curiosità. Al suo interno racchiude infatti una pregevole opera, ovvero uno splendido soffitto a cassettoni, affrescato nel ‘600 dal noto architetto termitano  Vincenzo La Barbera  autore di progetti di numerose opere pubbliche di grande rilevanza in buona parte commissionatigli dal clero e dall’aristocrazia palermitana.

Nei pressi anche  il monumento al generale Giuseppe La Masa  e la frequentata  Villa Palmeri ,  un giardino pubblico creato nel 1845 dove vi si trovano resti di un edificio romano del sec. II dC, forse la curia, e il campanile della  chiesa distrutto di S. Giovanni Battista , risalente al sec. XVI.

Qui trovasi anche  l’anfiteatro romano  che sorge nel piano di S. Giovanni, alla periferia della città antica in una zona oggi popolata.

Spostandosi nella vicina via Garibaldi si trova la  Biblioteca  Liciniana  , con un patrimonio inestimabile per la storia della città stimata da oltre 100.000 volumi e dal fondo pergamenaceo, composto da varie pergamene e da incunaboli.

Scendendo dalla piazza Duomo, tra il Palazzo di Città e il Duomo, si trova la chiesa della  Santissima Vergine Maria dell’Annunziata   che svetta prepotente tra le case e la vegetazione e che si vede dal mare sbucare tra gli alberi con la sua esuberante cupola in maioliche azzurre.

Da vedere assolutamente  la Scalinata monumentale di via Roma  realizzata alla fine del XIX secolo. Su di essa prospettano alcuni edifici storici tra cui la torre medievale ed  il Collegio dei Gesuiti,  già adibito a Tribunale.

Alla fine della scalinata sorge maestoso il  Santuario di Maria Santissima della Consolazione,  eretto nel 1553.

Attraverso via Porta Erculea si raggiunge poi piazza delle Terme, dove sono ancora visibili i ruderi degli stabilimenti termali arabi e romani su cui sono stati costruiti lo Stabilimento Vecchio e il  Grande Albergo delle Terme,  con annesso  lo Stabilimento termale.

I LUOGHI SACRI


Rilevante l’aspetto religioso della città di Termini Imerese che ospita molte chiese storiche di particolare pregio artistico, che possono considerare  “I luoghi del cu♥re”.

Le sue Chiese spesso contengono opere della religiosità che danno la misura che caratterizzava i termitani di una volta.

In molte di queste chiese sono infatti custoditi dipinti e statue di notevole valore artistico poco non ai cittadini di oggi.

Qui di seguito alcune fra le più note e caratteristiche.

La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria ,  la cui costruzione, pur non riconducibile ad una certa data, si fa risalire alla prima metà del quattrocento, ossia al periodo in cui ricominciare a consolidarsi il dominio spagnolo in Sicilia.

La Chiesa di San Giacomo,  probabilmente eretta dopo il 1130, nel periodo di re Ruggero, (secondo il Solito), un tempo ex chiesa Madre e sede probabilmente dell’antico Vescovo di Termini Imerese abolito con l’arrivo dei Normanni.

La Chiesa di Sant’Orsola,  collocata su un acclive pendio roccioso, nel quartiere anticamente denominato “delli balati” dall’arabo balat (pietra levigata, lastra). La chiesa esisteva già nella seconda metà del XV sec.

Il Santuario di Maria Santissima della Consolazione,  fondato nel 1553 a seguito di un evento miracoloso e che ebbe diverse fasi di costruzione e si distinse, per bellezza e armonia, dalle altre chiese cittadine decorano uno stucco.

La Chiesa di Santa Croce al Monte considerata il Pantheon degli illustri termitani, venne eretta nel XVII secolo sul sito delle due Chiese di San Sebastiano e di San Gerardo. Il progetto è sviluppato da Vincenzo La Barbera, su commissione della Compagnia dei Bianchi.

Il Duomo di San Nicola di Bari,  che è un vero è proprio museo con opere di alto pregio, come  la Croce del Ruzzolone  che risale al 1482, scolpita e dipinta nelle due facce e sicuramente unica e bellissima ed ancora  la statua lignea dell’Immacolata scolpita dal Quattrocchi  alla fine dell’800 nonchè altri quadri del settecento e fine 600.

La Chiesa di Maria Santissima Annunziata ,  che risale ai primi anni del XVII secolo, edificata sui resti di una precedente chiesa medievale. All’interno è ancora presente  un gruppo marmoreo che raffigura la Sacra Famiglia , opera del palermitano Andrea Mancino e del carrarese Francesco Li Maistri, considerata la prima opera presepiale siciliana.

 

La Chiesa di Maria Santissima della Misericordia ,  fabbricata agli inizi del 1400 che conserva una ricca di stucchi, oggi annessa al Museo Civico

NELLA IMMEDIATA PERIFERIA


L’ Acquedotto Cornelio  che risale al II secolo d. C. e rappresenta la più grande architettura romana nel suo genere in Sicilia e  i l ponte sul fiume san Leonardo  ricostruito per la settima volta dal regio architetto Agatino Daidone nel 1723. E’ un esemplare maestoso di ponte a tutto sesto, per la sua mole e per la sua possente struttura che fu messo in rilievo da disegnatori stranieri venuti ad illustrare le meraviglie dell’isola. Esso è stato catalogato tra i 12 ponti più celebri del mondo.

A qualche chilometro i resti del  tempio di Himera , che forse era stato dedicato a Zeus Eleuterio e che si pensa segnasse il campo di battaglia del 480 aC I resti che esistono tutto dimostrare come sia stato un edificio particolarmente interessante con caratteristiche in comune con altri templi , come quelli di Akragas e Siracusa.

Sulla collina sovrastante il tempio esistono ancora i resti della città di Himera, dove nei pressi sono stati allestiti ben due musei,  l’Antiquarium  dove è conservata  la phiala aurea di Caltavururo  e il  Museo Pirro Marconi  che offre una panoramica dei principali concorsi archeologici della zona dove insistere il tempio con i materiali rinvenuti durante gli scavi effettuati nell’area.

 

Una città che potrebbe restarvi nel cuore 


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Mariano Barbara

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