Le scuole di Petralia Sottana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, quest’oggi, hanno manifestato nelle piazze il loro dissenso alla guerra. Un tema molto attuale sui libri di storia che questi ragazzi sono stati abituati a conoscere,più volte studiati nei vari programmi didattici ma che sicuramente non avrebbero mai pensato che potessero ripresentarsi nelle scene d’attualità di una società all’avanguardia la quale aveva superato tale flagello e mai vissuto da vicino abituati oramai all’agio della pace, alla stabilità, alla sicurezza ed alla rassicurazione che fortunatamente per molto tempo hanno regnato su più generazioni.

Nessuno si sarebbe sicuramente mai immaginato che scenari così terribili,atroci,potessero riproporsi,che potessero essere argomenti attuali e che vani,sarebbero stati gli innumerevoli tentativi diplomatici e gli interventi usati per evitarli,per scongiurare un simile orrore.

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In queste settimane, gli schermi  della nostra tv e dei nostri telefoni, sono stati affollati da immagini tremendamente forti e devastanti che si fatica, anzi,che forse non si riesce ad accettare come reali.

Alcuni video, testimonianze di persone che sono riuscite ad evadere da quei territori piegati dal dolore e dalla sofferenza, sia nella capitale ucraina che nei paesi limitrofi, ci fanno comprendere con amarezza,sgomento, incredulità, fino a che punto si possa essere spinti per desiderio spietato del controllo assoluto.

Ciò vale a dire, facendo le somme, che non c’è stata una vera evoluzione ed abbiamo vissuto finora l’utopia di un mondo non alla pari. L’uomo del 2022 infatti, seppur istruito, seppur al pari passo con le nuove concezioni liberali, egualitarie, non conosce e non applica nel concreto, il beneficio della fratellanza, della pietà, del rispetto della tolleranza.

Non c’è nessun dubbio che chi sale al potere non sempre riesce a saper ben governare e in questo caso perde la testa perseverando concezioni malsane. Nessun senso di umanità in quello che si sta vedendo. Sbigottisce. Fa sempre più inorridire. Fa male. Determinati valori dovrebbero sacri. In particolare, il preservare le vite umane che dovrebbe essere alla base della convivenza civile tra individui
accomunati dal bene più prezioso che è appunto la vita.

Scene che impauriscono, che fanno così ricredere su tutte quelle concezioni moderne che dovrebbero avere come riferimento cardine, la pace ed esserne sempre a favore e comunque a favore come principio e bene umanitario. Non giustificabile che si sia barattata la bandiera della pace con quella infernale.

Sono stati tanti gli uomini, che nella storia,si sono battuti per mantenere, per garantire sia la tranquillità che l’armonia necessaria tese allo sviluppo della persona che degli stati. Si sono spesi per intero per sensibilizzare genti di tutte le etnie ed accomunarle in un segno d’amore esteso ad ampio raggio come valore universale.
Ma poi, ecco che ne basti uno solo con grande sete di potere, che ottenendo in qualche modo posizione, consensi deplorevoli, appoggi meschini,sia capace di demolire ogni cosa mettendo a tacere l’intenso lavoro di una lunga propaganda che aveva come fine l’estensione e la diffusione di principi onesti che si sarebbero dovuti mantenere perpetui.

Delude e scoraggia che dopo un così grande lavoro di saggezza dove grandi menti hanno faticato spendendosi per la difesa umana, si debba ora ricominciare daccapo nel predicare qualcosa che doveva essere già assorbito, ben penetrato negli animi e fossilizzato nel gene di ogni individuo. Invece, il male permette altre sciagure e si torna inevitabilmente indietro. Ancora una volta si tingono pagine di sofferenza, di spargimento di sangue ,di perdita d’identità, compromettendo lo stesso esistere del mondo. Minacciandolo.

E cosa possiamo fare noi impotenti se non restare a guardare con quella speranza in gola che tutto possa fermarsi quanto prima.

Sulle basi odierne non possiamo considerare la nostra società così evoluta e tendente al progresso. Appare come una sconfitta.

Si potrà considerare nuovamente tale solo quando l’uomo offrirà all’altro uomo, a qualsiasi uomo, dignità e dispetto.
Ma finché vengono presentate continue pagine a più letture dove invece, uomini danneggiano altri uomini con prepotenza ed arroganza, senza alcun ritegno, non considerando il sacrificio, l’impegno dignitoso nel proseguire, nel  migliorare ,nell’evolversi,non si potrà definire mai tale . Lo sarà solo quando si coopererà per la crescita collettiva e non per quella singola che va a discapito di altri. Soprattutto di innocenti.

Se si spegne una luce per fare brillare la propria, non si porterà mai la storia avanti poiché mancheranno sempre un treno, un supporto di base, un pilastro solido.
Il mondo in questo momento è come se viaggiasse senza meta, in una situazione terminale.

La libertà è un processo che sdogana, che affranca da quell’incontrollabile brama di potere che si avventa su un popolo in continua crescita, che sminuisce il valore del singolo, incupisce l’intelligenza, appesantisce, incarta, ogni possibilità di coltivare idee di slancio, occasioni volte a poter collezionare possibilità che mirino al futuro.

La guerra demolisce ogni tentativo di costruzione di sé. L’uomo impegnato alla sopravvivenza non riesce più a produrre. Come possiamo immaginare, le conseguenze saranno devastanti in tutta la società con delle ripercussioni che si trascineranno per chissà quanti anni.

Le dittature non offrono dignità nel popolo oppresso e nemmeno a quello dominante a causa della censura delle idee e di libertà che limano, uccidono doppiamente, perché soffocano il pensiero ed ogni atteggiamento morale rimasto.

Anche se viviamo in una società corrotta, disfattista, problematica, questa si ritrova comunque impreparata a tutto ciò, non si rispecchia con certe concezioni tiranniche per qualcuno a quanto pare essenziali. Trattasi di un pensiero unilaterale che non ha completamente a che fare con il dilazionare a più parti della tolleranza in termini in moderni e con una politica che seppur in maniera complessa, ha finora abbracciato più mondi, culture, identità, offrendo rispetto e pacifica convivenza.
Questa sincronia multietnica, culturale, religiosa, da sempre ha governato la storia degli uomini di oggi. Ne ha tracciato un proficuo proseguo. Essere giunti a tale  capolinea sta invece falciando ed abbattendo al suolo ogni tentativo del passato assieme ad ogni regola, ogni legge, che fino ad ora avere unificato più e varie menti.

Il presidente della Russia non si rende conto che non sta accelerando un processo di unificazione ma sta creando, avversione, distruggendo ciò che era stato ben edificato con sacrificio di chi l’aveva preceduto e sta forgiando sempre più linee separatorie ed abbattimenti di vite.
Non è una guerra di ricchi ma una guerra dei soli poveri che deve assolutamente finire.

 

 .


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