Le vie dei tesori: una caccia alla ricerca degli scrigni della bellezza nelle Madonie



Le vie dei tesori: una caccia alla ricerca degli scrigni della bellezza. 60 borghi in tour tra quelli siciliani nei  due weekend, 28 e 29 agosto e 4 e 5 settembre, tra esperienze e visite guidate.

Borghi che si presentano in termini d’arte e bellezze territoriali diventano scena d’attrazione e curiosità infittita d’interesse e mistero tutto da scoprire. Una rete sinergica promozionale tesa alla valorizzazione dei luoghi più belli ed insoliti della Sicilia tra i più caratteristici e graziosi paesini nascosti  ed incastonati fra i paesaggi fiabeschi madoniti ricchi di storia millenaria incorniciati fra monumenti, palazzi nobiliari, piccoli deliziosi, musei dove la cultura è davvero di casa l,capace di conservare culle identitarie, reperti di radici di uomini che hanno permesso attraverso le loro nude mani, il progresso, l’andare oltre verso le linee nuove ed evolute di oggi.

Un tour di ricognizione quindi, di un cammino finalizzato verso le tracce del mai dimenticato, dei luoghi di interesse e di accomunanza fra cultura, popolarità, tradizione, costume, che segnano passaggi del vivere di ieri nella contemporanea attualità del sapersi distinguere, del ritrovarsi, con la consapevolezza di appartenere ed esistere. Questi paesi hanno avuto così, un’alba a più colori dove volti provenienti da più aree dell’Italia hanno calcato le strade, attenzionato luoghi comuni ed abituali dei borghi più belli d’Italia portando con sé le immagini più suggestive aggiungendo fra le loro esperienze, una visita approfondita dei luoghi più straordinari ed accoglienti  dell’entroterra di Sicilia.

“Il governo regionale in tre anni ha speso 213 milioni di euro in oltre 220 interventi per la riqualificazione dei borghi siciliani intervenendo con 285 milioni su 16 mila chilometri di strade.  È qui che si gioca la scommessa della politica: rendere attrattivi e attraenti i borghi- sono le parole di Musumeci- ma non solo per i visitatori. Dobbiamo puntare a entrambi gli obiettivi, perché un borgo abbandonato è un luogo poco attraente. Lavoriamo affinché l’iniziativa rimanga duratura e questi borghi consentano ai nostri figli di restare”.


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