Gli insulti ai poliziotti penitenziari ora viaggiano su Tik Tok

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Redazione



Gli insulti ai poliziotti penitenziari ora viaggiano su Tik Tok

Nell’epoca dei Social dove tutti (ma dico tutti) sono scienziati, esperti, politologi, economisti, ci sono anche quelli che definirei con un neologismo “insultologhi”. Questa razza umanoide, insulta chiunque dai politici, ai cantanti, dai cattolici che non sono d’accordo con il decreto ZAN, ai mangiatori di carne bovina, dai seguaci di Salvini ai seguaci dei 5 stelle, e così via.

Questa razza di leoni (non della savana) ma della tastiera, adesso si è fata sempre più ardita e con un uso spregiudicato dei social (pur sconoscendo la grammatica ed esprimendosi per suoni gutturali) adesso offende le forze di Polizia su tik tok.

In questo caso, le vittime preferite e oserei dire predestinate sono i poliziotti penitenziari, in particolare quelli in servizio a Santa Maria Capua Vetere e che adesso sono messi in serio pericolo da una gogna mediatica che non ha precedenti, con foto in divisa sbattute in prima pagina. Ciò potrebbe causare seri rischi per la loro incolumità, in una zona ad alta concentrazione camorristica, con i parenti che si divertono a postare commenti infamanti e minacciosi.

E’ il caso di due insultologhe campane, sicuramente parenti dei detenuti sottoposti ad evidenti maltrattamenti (da quanto si vede nel famigerato video) che con un breve video postato su tik tok si rivolgono direttamente ai poliziotti penitenziari “colpevoli” dicendo loro che “i detenuti ve l’hanno messo nel culo…..” e le “vostre mogli adesso dovranno fare i bocchini….. (probabilmente per campare?) a cinque centesimi l’uno………”.

Forse sia i detenuti che i loro familiari, così presenti all’esterno delle carceri durante le rivolte, in alcuni casi forse in collegamento diretto telefonico con i detenuti, aizando anche da fuori con grida e incitamenti i loro cari a rivoltarsi, aspettavano un momento del genere, uno sbaglio macroscopico da parte di alcuni poliziotti penitenziari esasperati (ma con questo non voglio giustificare l’azione, giudicheranno i giudici), uno scandalo nazionale come quello di Cucchi, per riversare tutte le loro frustrazioni, il fango, gli insulti (che in un momento normale non sarebbero stati tollerati), verso un Corpo di Polizia che giornalmente invece salva vite di detenuti che vorrebbero farla finita (ma su questi episodi mai un commento positivo da parte di questi umanoidi), un Corpo di Polizia Penitenziaria che fa da supporto psicologico a detenuti che sono in depressione perché ad esempio le mogli li hanno fatti cornuti, o un familiare ha subito un’operazione o ha avuto un brutto incidente; un Corpo di polizia sempre attento alla salute dei detenuti e che fa la voce grossa con i medici nel caso in cui qualcuno degli “utenti” fosse trascurato; un Corpo di Polizia che ogni giorno subisce aggressioni, sputi, lesioni, oltraggi e che pazientemente usa la penna e la legge per contrastare la tracotanza dei detenuti; un Corpo di Polizia che monitora il radicalismo islamico e che grazie alle precise imbeccate ha fatto scoprire complici, covi, situazioni a rischio per la sicurezza nazionale, salvo poi prendersi i meriti, sui giornali, le altre forze dell’ordine…. Potrei continuare a citare tutte le cose positive che i poliziotti penitenziari fanno ogni giorno in silenzio e senza che il loro lavoro susciti un moto di apprezzamento in una opinione pubblica indifferente ma pronta a massacrare in una gogna mediatica che non sappiamo quando finirà, chi non ha saputo coordinare i propri uomini, chi ha dato direttive sbagliate, chi si è fatto sfuggire in definitiva la situazione dalle mani, lasciando che pochi bastonatori, (dai quali prendiamo le distanze), con le loro insensate manganellate abbiano potuto seppellire il Corpo di Polizia Penitenziaria sotto una coltre di merda.

Di Numidio Quadrato
Fonte:Poliziapenitenziaria.it





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