Caso Denise, Piera Maggio diffida la trasmissione Quarto Grado

«Si diffida il programma Quarto grado a non trattare più il caso di mia figlia, né a citare il mio nome o quello di mia figlia». Queste le parole pubblicate da Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazzara del Vallo 17 anni fa.

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 Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, ha annunciato attraverso i social la diffida nei confronti della trasmissione “Quarto Grado“. L’azione è giunta a seguito della puntata andata in onda venerdì scorso. Nel corso della trasmissione in cui è stato trattato ancora una volta il caso della scomparsa della piccola Denise, infatti, tra i temi trattati si sarebbe parlato anche della vita privata di Piera Maggio.

A seguito delle affermazioni del giornalista Carmelo Abbate, la donna sabato mattina ha scritto un messaggio, poi pubblicato sui social, a Gianluigi Nuzzi. Oggi, stanca delle ulteriori accuse mosse nei suoi confronti, sarebbe giunta la diffida.

La diffida nei confronti della trasmissione

«Si diffida il programma Quarto grado a non trattare più il caso di mia figlia, né a citare il mio nome o quello di mia figlia a causa delle continue, reiterate frasi offensive nei miei confronti affermate con veemenza inopportuna, senza contegno, da parte di Carmelo Abbate e senza nessuna presa di distanza da parte di Nuzzi, dimostrando al contrario, un plateale atteggiamento di parte e non certamente garantista. Ci si riserva di querelare il programma e gli autori che consentono questo scempio delle vittime di un reato».

Il messaggio a Gianluigi Nuzzi 

Sono parole colme di rabbia e dolore, quelle scritte da Piera Maggio nel messaggio a Gianluigi Nuzzi, lo scorso venerdì notte.

«Ho scritto adesso al signor Gianluigi Nuzzi. VERGOGNOSO.
Signor Nuzzi, ma a lei le pare onesto il comportamento schifoso usato nei miei confronti dal suo collega Abbate, nei miei confronti? E lei che lo fa parlare con tutta tranquillità. Ma come vi sentite a far denigrare una madre a cui le è stata rapita una bambina, cercando di giustificare la violenza. Ma cosa ne sapete di me, ma come vi permettete a giudicarmi e a farmi giudicare pubblicamente senza sapere . Ma secondo il suo parere di padre e di genitore, se questo venisse fatto ad una persona a lei cara, lei lo accetterebbe? Tutto questo è di uno squallore vergognoso. Non sapete nulla realmente della mia vita e mi fate passare per una donna frivola leggera e senza sentimenti. Vergogna no?
Cordiali saluti Piera Maggio».





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