Arte in Sicilia: il labirinto di Arianna, l’opera contemporanea di Lanfredini



Labirinto di Arianna – Fiumara d’arte

Si trova a pochi chilometri da Castel di Lucio, in provincia di Messina ed è un’opera d’arte di astrattismo contemporaneo realizzata circa trent’anni fa da Italo Lanfredini, una celebrazione di natura e tradizione senza tempo che evoca una delle rappresentazioni più famose della mitologia.
Realizzata in calcestruzzo pattinato tintondi rosso come la carne, rivolto verso il cielo azzurro ed immenso, ogni visitatore lascia un segno al passare poiché il tutto diventa un
simbolo di viaggio fisico e spirituale che porta alla riflessione ed meditazione personale di se stessi ,un perdersi nei propri pensieri perché in realtà ,all’interno, non ci si può perdere, non ci sono bivi o vicoli ciechi. Tutto si svolge con serenità.
Il labirinto si presenta ripiegato così come le viscere facendo meglio alludere ancora di più a questa introspezione della vita che si conclude con il ritrovo di se stessi .
Infatti non a caso, nascosto e protetto al centro, nella parte più stretta, è custodita la pianta dell’univo che non a caso, nell’antica Grecia simboleggia il principio della saggezza e della conoscenza.

CURIOSITÀ SUI LABIRINTI

Chi ha inventato il labirinto?

Il labirinto è una struttura la cui conformazione rende difficile, per chi vi entra, trovare l’uscita. È costituito da un percorso complesso nel quale è estremamente difficile orientarsi.

Il labirinto di Cnosso
La mitologia greca narra che il primo labirinto fu quello costruito dal re Minosse sull’isola di Creta, vicino al palazzo reale di Cnosso, per riuscire ad imprigionare il Minotauro, suo figliastro, un essere mostruoso nato dall’unione della moglie di Minosse, Pasifae, con un toro bianco, inviato in dono al re da Poseidone, dio del mare. Minosse avrebbe dovuto sacrificare il toro in onore di Poseidone, ma non lo fece. Poseidone, per punirlo, fece in modo che nascesse il Minotauro, metà uomo e metà toro. A questo punto, Minosse ordinò a Dedalo, architetto di corte, di progettare e realizzare una costruzione dalla quale fosse impossibile fuggire. La costruzione aveva numerose stanze e gallerie, percorsi intricati che creavano confusione in chi li percorreva.

Tipi di labirinto :

labirinto unicursale, detto anche labirinto classico, ovvero costituito da un unico percorso, al quale si accedeva da un’unica entrata e che conduceva al suo centro, nel quale l’uscita si trovava dopo aver percorso la strada a ritroso. Attualmente invece, il labirinto è inteso quasi sempre come labirinto multicursale, nel quale si può raggiungere il centro, e l’uscita, seguendo più di una strada, imbattendosi in bivi e vicoli ciechi.
labirinto moderno è spesso rappresentato da un giardino dai percorsi complessi e intricati, delimitati da alte e spesse siepi che impediscono la visuale oltre il sentiero che si sta percorrendo. I labirinti vegetali, suggestivi e ricchi di fascino, diventano luogo di svago dove perdersi è un divertimento.

Tra i labirinti moderni più famosi possiamo annoverare quello del videogioco Pac-Man oppure quello presente nel romanzo per ragazzi e nel relativo film “Harry Potter e il calice di fuoco“. Ma molto usato anche fra le pagine dei cruciverba e di alcune riviste fra i giochi passatempo preferiti.

Il mito di Arianna e Teseo

Arianna nella mitologia greca era la principessa dell’isola di Creta. Era figlia di Minosse, figlio di Zeus ed Europa, e Pasifae, figlia di Perseide ed Helios. Nell’isola di Creta, gli abitanti erano costretti ad un orribile tributo: dovevano dare sette ragazzi e sette ragazze ad un terribile mostro, il Minotauro, come pasto annuale. Il Minotauro era figlio di Pasifae, fratellastro di Arianna, ed abitava nel labirinto/palazzo di Cnosso. Un giorno sull’isola di Creta giunse Teseo, apposta per compiere l’impresa di uccidere il mostro. Subito Arianna si innamorò del giovane, e decise di aiutarlo nell’impresa.

 

Gli diede un gomitolo di lana, donatole da Dedalo, cosicché, una volta ucciso il mostro, sarebbe potuto tornare indietro seguendo il filo che aveva segnato l’andata. Una volta ucciso il Minotauro, Teseo portò con sé Arianna, ed insieme generarono l’eroe Demofonte. Mentre Teseo, degli Ateniesi ed Arianna erano in viaggio navale, raggiunsero l’isola di Dia, anche detta Nasso, dove Arianna si addormentò. Teseo, non si sa come mai, salpò senza di lei, abbandonandola. Quando la ragazza si svegliò pianse e si disperò, ma fu aiutata da Dioniso, che la sposò, e le regalò una corona forgiata da Efesto, che fu poi assunta in cielo col nome di Aurora Boreale.

Il motivo per cui Teseo abbia abbandonato Arianna è un mistero, è probabile che parte del mito sia andata perduta. C i sono due versioni più tragiche: Dioniso avrebbe ordinato ad Artemide di uccidere Arianna su Nasso, o Arianna si sarebbe suicidata per la disperazione ed il tradimento dell’amante, gettandosi in mare.

Dal filo di Arianna al fio del destino

La leggenda vuole che ognuno di noi nasca con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra (in alcuni casi anche al polso o alla caviglia) che ci unisce e collega indissolubilmente alla nostra anima gemella, la persona a cui si è destinati. Per quanto questi amori facciano dei giri immensi, alla fine troveranno il loro giusto compimento





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