Udienza omicidio Roberta Siragusa: video determinante per la svolta alle indagini

PARLANO GLI AVVOCATI DELLA FAMIGLIA SIRAGUSA AL TERMINE DELL’UDIENZA

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Svolta nelle indagini dell’omicidio di Roberta Siragusa. Un video,  le cui immagini sono state estrapolate da una telecamera di sicurezza sita nei pressi del campo sportivo di Caccamo, riprende gli ultimi momenti di vita della giovane caccamese. Si tratta di un video crudo, con immagini drammatiche che conducono all’assassino ed alla crudeltà con cui è stata uccisa. Lo hanno anticipato a Himera Live gli avvocati difensori della famiglia Siragusa, Giuseppe Canzone e Sergio Burgio, a margine dell’udienza, con le forme dell’incidente probatorio, dinanzi al Gip del Tribunale di Termini Imerese, dott.ssa Angela Lo Piparo. Nel corso del dibattimento è stato sentito il CTU, dott. Asmundo, in ordine agli esiti dell’esame autoptico eseguito sul corpo di Roberta Siragusa. 

Le anticipazioni degli avvocati Canzone e Burgio

Il comunicato degli avvocati difensori della famiglia Siragusa

Durante il contro esame del pubblico ministero, rappresentato in udienza dal dott. Giacomo Barbara e dal Procuratore capo dott. Ambrogio Cartosio- anche lui presente in aula- è stato depositato una frazione di video (di circa 10 minuti) tratto da un sistema di video sorveglianza di un locale che si trova nei pressi del campo sportivo. La produzione si è resa necessaria per potere svolgere compiutamente il contro esame del perito.

Dal video si è visto chiaramente il corpo di una persona, Roberta Siragusa, prendere a fuoco, la presenza di un soggetto che si trovava vicino al corpo che prendeva a fuoco, allontanarsi e salire a bordo di un auto (in uso a Pietro Morreale) e allontanarsi di qualche decina di metri posteggiandosi mentre il corpo di Roberta finiva di bruciare.
Sono state immagini forti, mostrate alla presenza dei genitori e del fratello di Roberta, sempre presenti in aula . Si è trattato di un video che ha spiazzato tutti i presenti e che dimostra in modo inconfutabile che Roberta è stata uccisa al campo sportivo, caricata in auto e gettata sul dirupo vicino il monte San Calogero. Ormai il gravissimo quadro indiziario a carico dell’indagato si è
trasformato in un quadro probatorio gravissimo, che a nostro giudizio, non consente di potere formulare ipotesi investigative diverse.
Il video è entrato ormai a far parte del materiale probatorio ostensibile alle parti e l’udienza è stata rinviata al prossimo 09 giugno per consentire alle difese di parte civile e alla difesa dell’imputato di potere svolgere il contro esame del perito anche alla luce delle nuove prove emerse in udienza e necessarie al fine di delineare le cause della morte di ROBERTA.

La replica dell’avvocato Gaetano Giunta, difensore di Pietro Morreale

«Il corretto esercizio del diritto-dovere di cronaca impone il rispetto del principio di veridicità della notizia e di contenimento della stessa, a maggior ragione se nella vicenda processuale sono coinvolti soggetti minorenni – afferma l’avvocato Gaetano Giunta -. Contrariamente a quanto riportato dagli organi di stampa, all’udienza del 26 maggio 2021, tenutasi davanti al GIP di Termini Imerese, non è stato proiettato nessun video che mostra “un uomo che spruzza liquido infiammabile (forse benzina) e dà fuoco alla ragazza”, come riportato dagli articoli pubblicati su alcuni organi di stampa. 

«I dieci minuti di video estrapolati dal Pubblico Ministero, facenti parte di un video di sei ore, generato da una telecamera a circuito chiuso di un esercizio commerciale adiacente il campo sportivo di Caccamodice ancora l’avvocato di Morrealemostrano unicamente una fiammata che si staglia nel buio della notte per una dozzina di secondi, che si sposta da destra verso sinistra rispetto alla visuale del video, adagiandosi per qualche minuto sulla parte bassa fino a spegnersi.
Da tale video, per la lunga distanza che separa la telecamera dal luogo della fiammata, non si vede nessun uomo che da accensione alcuna alla povera Roberta.
L’oggettività delle immagini video non mostrano, contrariamente alle notizie pubblicate, il momento in cui si ha l’innesco del fuoco e nemmeno chi ha provocato l’accensione.
Appare doveroso fare presente che l’indagato già in data 9.4.2021, in sede di interrogatorio davanti al P.M. procedente, ha descritto le modalità di accensione del fuoco sul corpo della povera Roberta – conclude l’avvocato Gaetano Giunta – . Quanto dallo stesso indagato riferito trova conferma nel contenuto del video».

 





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