Raid vandalico contro ambulanza: la lettera-appello dell’associazione Beato Agostino Novello



La lettera-appello dell’associazione Beato Agostino Novello ai giovani

Dopo il raid vandalico (clicca qui per vedere cosa è successo) le reazioni

«Cari ragazzi, che a noi cari non siete, un’ambulanza ferma in mezzo alla strada in una notte già triste, chiaramente per colpa vostra. Un mezzo in meno a chi ne poteva avere bisogno tolto alla sanità, questo ci addolora e noi ne sentiremo la mancanza, certo a voi non interessa fino a quando non avrete bisogno di essere soccorsi e poi vogliamo proprio vedere se l’operatore al telefono vi risponderà “no, è ferma bloccata in una via al buio” volevamo dirvi che sopra quel mezzo di soccorso in emergenza c’era un uomo, un padre, un figlio, un fratello, un amico che rischiava la vita e se invece ci fosse stato tuo padre, tuo nonno, tuo fratello?

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No cari ragazzi, che a noi cari non siete, ci dispiace, ci vergogniamo per voi e per i vostri genitori che hanno la responsabilità di insegnarvi il rispetto per lo Stato, per le Istituzioni e per chi le rappresenta ogni giorno rischiando la propria vita. Non si può cancellare l’amarezza del bruttissimo gesto che inferisce peggio di una coltellata, piuttosto provate a pensare per un minuto alle preoccupazioni, all’ansia del personale medico, alla famiglia di quella persona bisognosa di cure urgenti sotto gli occhi increduli degli uomini in divisa intervenuti tempestivamente.

Cari ragazzi, che a noi cari non siete, ci fermiamo qui perché siamo troppo arrabbiati per continuare e vi diciamo smettetela “riflettete su quello che avete commesso».





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