Scandalo intercettazioni, interviene anche il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Termini Imerese

Sarebbe stato violato il diritto alla riservatezza tra avvocati e clienti e tra giornalisti e fonti nell’ambito delle indagini per l’inchiesta sul caso Iuventa, la nave della organizzazione non governativa tedesca Jugend Rettet sequestrata a Lampedusa nel 2017

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Dopo lo “scandalo intercettazioni” sulle conversazioni indirettamente captate tra avvocati nell’esercizio delle proprie funzioni difensive e rispettivi clienti nel corso di indagini preliminari condotte dalla Procura di Trapani, anche il consiglio dell’ordine degli avvocati del foro di Termini Imerese, guidato dall’avvocato Pietro Siragusa, è intervenuto sul caso. 

«Il Consiglio avuto riguardo alla recente notizia osserva che i fatti occorsi cosi come riportati dagli organi di stampa e mai smentiti dalle istituzioni interessate vanno attenzionati con ferma determinazione; che non può profanarsi la sacralità della comunicazione tra avvocato ed assistito che costituisce uno dei pilastri del diritto di difesa garantito dalla Costituzione (art. 24 Cost.) e riconosciuto come principio fondamentale dall’Unione Europea; che l’ Avvocato può e deve svolgere il suo incarico di consulenza, di difesa e di rappresentanza del cliente perché titolare dei diritti attribuitigli dall’ art. 6 della CEDU nonché dagli artt. 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali nel modo più ampio e libero possibile;  che il difensore, per esplicare pienamente il proprio mandato deve essere libero di interloquire con il proprio assistito e con i propri consulenti in assoluta libertà e senza che le loro conversazioni possano essere anche solo indirettamente oggetto di captazione; che è evidente alla luce del citati principi che la notizia di Colleghi intercettati durante l’esercizio delle loro funzioni difensive non possa che destare allarme in quanto in pieno contrasto con i precitati principi fondamentali del diritto interno e di quello comunitario; che la gravità dell’accaduto non viene meno evocando la formale “non utilizzabilità” a fini probatori dell’ intercettazione cosi illegittimamente acquisita (art . 103 C.D.D.) atteso che in ogni caso è stata compiuta la violazione della segretezza delle conversazioni tra l’Avvocato e il suo assistito o tra l’Avvocato ed i consulenti della difesa.

Per le esposte considerazioni vista la rilevanza dei fatti accaduti che riguardano l’Avvocatura tutta ed il diritto di difesa inteso nella sua più ampia accezione il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Termini Imerese sollecita l’ intervento del ministro della Giustizia Cartabia auspicando l’adozione di misure che possano prevenire in futuro il ripetersi di casi che rappresentano un autentico vulnus del diritto di difesa».





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