A Termini Imerese panchine rosse contro il femminicidio, l’amministrazione ricorda Roberta Siragusa



Questa mattina in piazza Duomo, alla presenza delle autorità civili, delle forze dell’ordine e a una rappresentanza della comunità scolastica, il Sindaco Maria Terranova ha siglato, così come determinato dalla Giunta Comunale, il “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza sulle donne” istituito dall’ANCI.

Come è noto la violenza di genere è conseguenza della disparità tra uomini e donne e si configura all’interno della nostra società come un fenomeno di carattere strutturale e non episodico o emergenziale ed è quindi opportuno perseguire, come indicato nella stessa convenzione “le quattro P”: prevenzione, protezione delle vittime, perseguimento dei colpevoli, attuazioni di politiche integrate.
Alla cerimonia era anche presente il Sindaco di Caccamo, Nicasio Di Cola che ha ricordato il drammatico evento che ha scosso recentemente la sua comunità.

Durante la cerimonia in Piazza Duomo è stata inaugurata la prima delle tre panchine realizzate grazie alla collaborazione delle Associazioni “Pittamuri”, Lions Clubs di Termini Imerese Host e Termini Himera Cerere.
Le altre due panchine rosse, collocate rispettivamente nelle parti Alta e Bassa della città, si trovano rispettivamente all’interno del parco urbano della Villa Palmeri e presso Largo Caduti del Mare.


La panchina rossa è il colore del sangue ed è il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è, perché portata via dalla violenza.
“Abbiamo il dovete” dice il primo cittadino Maria Terranova “di contribuire a una società più paritaria e più equa, che dia la possibilità a tutte le persone, indipendentemente dal genere, di sviluppare talenti e potenzialità in ugual misura, di accedere agli stessi strumenti e mezzi, carriere professionali e trattamenti economici, senza che vi siano impedimenti dovuti a responsabilità di cura o stereotipi. Il drammatico evento che, il mese scorso, ha visto coinvolta la Comunità di Caccamo con l’omicidio della giovane Roberta ha scosso ancora di più le coscienze e, oggi più che mai abbiamo il dovere di intraprendere il percorso di sensibilizzazione per la difesa dei diritti civili e delle pari opportunità, individuando risposte chiare per un Paese che sia finalmente a misura di donne e di uomini”.





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