Tragedia di Caccamo, Roberta e Pietro: una relazione nata tra i banchi di scuola



Roberta Siragusa e Pietro Morreale si erano conosciuti tra i banchi di scuola, poco dopo era nata la relazione, circa un anno fa.
Chi li conosceva li dipinge come una coppia di innamorati, ma forse ad amare veramente era solo Roberta. Adesso il fidanzato è indagato per omicidio e occultamento di cadavere.

La relazione

Sembrava una relazione normale quella tra Roberta e Pietro, un amore adolescenziale. Entrambe le famiglie erano a conoscenza della relazione dei due giovani. La nonna di Roberta ha raccontato che erano una coppia tranquilla e adesso chiede giustizia e verità (clicca qui per vedere l’intervista). Come tutti i ragazzi della loro età uscivano spesso insieme, trascorrevano ore in casa o restavano a chiacchierare davanti al portone di Roberta. Insomma, sembrava una normale relazione tra due adolescenti sereni, ma la serenità, forse era solo apparenza. 

La gelosia del ragazzo

Dalle testimonianze emerse in queste ore sembrerebbe che Pietro fosse molto geloso della sua fidanzata e che spesso avrebbero litigato per motivi di gelosia.
Roberta cercava di apparire agli occhi degli altri una ragazza serena, mentre su Instagram pubblicava storie con canzoni ricche di significato. Uno degli ultimi post messi in evidenza risale a tre giorni fa, in sottofondo la canzone di Capoplaza feat. Sfera Ebbasta e nella foto trascritte le parole del brano: “Sarò senza cuore, sì, come un demonio. Ma, ti giuro, non ti dirò mai una bugia”. 
Parole che lette adesso suonano come uno schiaffo sulla guancia e al quale molti attribuiscono un significato diverso. 
Inoltre, l’account Instagram di Roberta, così come quello di Pietro, risulta senza post. Un dettaglio notato da molti che, in queste ore, si chiedono come mai una ragazza di diciassette anni non condividesse le proprie foto sul social, così come tutti i suoi coetanei.

La passione per la danza 

Roberta, da sempre appassionata di danza, pochi mesi dopo l’inizio della relazione con Pietro decise di lasciare la scuola di danza che frequentava. Nonostante questo, la giovane condivideva su Facebook alcune foto in pose da ballo, sinonimo di una passione accantonata, ma mai dimenticata. 

“Amore” non è sinonimo di “possessività”

Sono tanti gli interrogativi che in queste ore si moltiplicano sui social, ma soprattutto nella mente della gente. Pietro era così possessivo? Perché qualcuno non ha fatto qualcosa per aiutare Roberta? E’ vero che Roberta aveva già subito violenza da parte di Pietro in passato? E allora, se così fosse, perché non ha denunciato? 

In una società nella quale ogni giorno si lotta per l’uguaglianza dei diritti e per il rispetto degli esseri umani, ancora una volta, ci si ritrova a ripetere che l’amore non è sinonimo di possessività e a lottare per far sì che, sempre più uomini e donne, si rendano conto di questo. 





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