Un polo hi-tech nello stabilimento ex Fiat: il progetto all’esame dell’Ars



Arriva all’esame della Regione Siciliana il Progetto Sud (Smart Utility District) che prevede la creazione di un polo tecnologico nell’area Blutec ex Fiat di Termini Imerese. La Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, con il coordinamento del segretario generale Giovanni Cafeo, ha ascoltato Giancarlo Longhi, presidente del consorzio Smart City Group, che ha esposto i contenuti del Progetto Sud (già presentato all’Amministrazione straordinaria Blutec Spa e al Ministero dello Sviluppo economico). Il progetto è stato richiamato dai commissari straordinari nel programma presentato al ministero per la soluzione della crisi della Blutec (come ha stabilito l’articolo 4bis D.L. 347/2003).

Longhi ha spiegato ai deputati regionali che, allo stato attuale, la proposta vede un investimento complessivo di oltre 200 milioni per la realizzazione di 18 progetti da parte di oltre venti imprese, tutte italiane; ciò consentirà di rilanciare l’intero territorio e di assicurare l’occupazione necessaria per risolvere l’annosa questione del personale in cassa integrazione. Il progetto del distretto tecnologico Sud intende essere inclusivo e aperto al sistema d’impresa che opera nell’economia circolare e nell’implementazione delle nuove tecnologie a servizio del cittadino; Smart City Group sta comunque continuando ad operare per integrare al meglio l’intera filiera di settore con la presenza di nuove imprese che hanno manifestato interesse al progetto.

La commissione si è riservata di effettuare a breve altre audizioni sia per approfondire i contenuti del Progetto Sud, sia per coinvolgere i diversi responsabili a livello regionale e locale interessati alle attività del distretto.
In particolare, in un recente incontro del consorzio Scg con lo Sviluppo Economico, l’amministrazione straordinaria Blutec ed Invitalia è emersa la disponibilità di quest’ultima a svolgere un ruolo di accompagnamento al progetto.

Si è anche deciso di avviare una fase di confronto con le autorità locali per verificare la coerenza tra gli impianti previsti dal progetto con i piani di sviluppo della zona, in un rapporto stretto di dialogo con le istituzioni locali e con la società civile.
Il vicepresidente del consorzio, Stefano Rolando, ha sottolineato la necessità e l’urgenza di procedere alla risoluzione della crisi, che costituisce, ormai da dieci anni, un importante problema occupazionale, ma anche economico e sociale del nostro Paese.

 





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