Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, critica nei confronti dell’amministrazione palermitana

tari
Condividi questo articolo






“Ritengo anacronistico parlare ancora di Ztl, diurna o notturna, in una città che sta attraversando una crisi sociale ed economica drammatica a causa di palesi e oggettive incapacità amministrative e difficoltà finanziarie, ulteriormente aggravate dall’emergenza Covid. Tra eterni cantieri, buche nelle strade, marciapiedi dissestati, mobilità urbana inadeguata, emergenza rifiuti, parcheggi inesistenti, bilanci in sofferenza, abusivismo diffuso, crisi del commercio, aumento della disoccupazione e crollo del turismo, qualcuno pensa di potere andare avanti con provvedimenti elaborati cinque anni fa in situazioni socio-economiche completamente diverse e che andrebbero completamente ripensati?”

Lo ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo dopo il pronunciamento del Tar.

“Già da tempo avremmo voluto, lontani dalle aule giudiziarie e dalle carte da bollo, instaurare un dialogo costruttivo con questa amministrazione che invece troppo spesso ha preferito agire unilateralmente, rifiutando il dialogo con il nervo produttivo della città e tentando di fronteggiare le emergenze – spesso invano – e senza un reale disegno costruttivamente strategico. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, confermate da un recente sondaggio che non può pesare solo sulle spalle di un sindaco ma di tutta la squadra amministrativa e burocratica”.

 

“Leggiamo alcune dichiarazioni secondo le quali il TAR avrebbe affermato la legittimità della ZTL – afferma Alessandro Dagnino, legale di Confcommercio Palermo -. Si tratta di un’errata lettura della sentenza, poiché il collegio non è entrato nel merito del provvedimento ma si è limitato ad affermare che i cittadini, in quanto tali, non sarebbero legittimati a opporsi alle zone a traffico limitato, poiché non sarebbero tutelabili iniziative “a salvaguardia di interessi esistenti allo stato diffuso in seno alla cittadinanza generale”. Siamo in presenza quindi di una decisione che non esamina i motivi di ricorso, che non definisce il giudizio e che potrà essere appellata al CGA”.











Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *