Palermo, polemica Lega – Darawsha, Orlando: “Musumeci esprima dissenso”

Condividi questo articolo

“Orlando critica Musumeci per la scelta dei beni culturali alla Lega? Proprio lui che all’assessorato alla cultura a Palermo ha messo un medico palestinese”, questa dichiarazione del gruppo della Lega Palermo ha scatenato le reazioni di diversi consiglieri a Sala delle Lapidi e del Sindaco stesso.

Palazzo delle Aquile - Palermo
Condividi questo articolo






Orlando critica Musumeci per la scelta dei beni culturali alla Lega? Proprio lui che all’assessorato alla cultura a Palermo ha messo un medico palestinese“, questa dichiarazione del gruppo della Lega Palermo ha scatenato le reazioni di diversi consiglieri a Sala delle Lapidi e del Sindaco stesso.

I contenuti e i toni espressi da esponenti del partito di Matteo Salvini nei riguardi dell’assessore comunale Adham Darawsha confermano i motivi di preoccupazione e critica per il coinvolgimento di esponenti di quel partito alla guida dei Beni Culturali della Regione Siciliana. Chiedo al Presidente Musumeci di esprimere un dissenso rispetto a quanto avvenuto, e nei confronti di un partito che si accinge ad occupare quell’assessorato“, ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Nel rivolgere un attacco personale al Sindaco i consiglieri leghisti, secondo la peggiore e ben collaudata tradizione razzista della lega Nord, colpiscono l’assessore Darawsha, reo di essere “un medico palestinese” che non rappresenterebbe, così come l’assessorato alle culture,“la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane”. Ai colleghi leghisti ci limitiamo a ricordare che Palermo è una colonia della tunisina Cartagine, a sua volta fondata dai Fenici originari del Libano, e che ha un debito di bellezza con Bizantini, Arabi e Normanni per i monumenti che, soprattutto negli ultimi anni e con il titolo di capitale della cultura, hanno fatto registrare una straordinaria presenza turistica. Piaccia o no ai Leganordisti di casa nostra, Palermo ha radici arabe e islamiche, che hanno lasciato tracce ben visibili nelle sue opere artistiche oltre che in tutti i suoi cibi tipici e nella stessa lingua siciliana. Per cercare sedicenti radici europee, occidentali e cristiane forse i colleghi farebbero meglio a oltrepassare il Po. Esprimiamo quindi tutta la nostra solidarietà all’Assessore Darawsha, che rappresenta e avvalora al meglio le nostre ricche e varie “identità” multiculturali“, hanno dichiarato i consiglieri di Avanti Insieme Valentina Chinnici, Paolo Caracausi, Massimo Giaconia, Toni Sala, Claudia Rini.

Se non fosse di una tristezza infinita, avremmo tutte le ragioni per ridere anche noi della dichiarazione dei consiglieri leghisti del Comune di Palermo che accusano il sindaco Orlando di “sacrificare la nostra identità e le nostre radici europee, occidentali e cristiane” per avere nominato all’Assessorato alle Culture il medico palestinese Adham Darawsha – dichiarano i consiglieri Milena Gentile e Rosario Arcoleo congiuntamente al Segretario del Pd provinciale, Rosario Filoramo.

Attaccando l’Assessore Darawsha non per il suo operato ma per le sue origini palestinesi, rivelano di non conoscere la vera Identità multiculturale della Sicilia. Ci dispiace che non sappiano che i Palermitani sono molto più vicini culturalmente e storicamente al mondo arabo che a quello padano. Proprio l’eccezionale contaminazione tra l’arte araba, normanna, bizantina ed ebraica ha sortito quello straordinario risultato che è valso a Palermo il riconoscimento mondiale dell’Unesco. Un coacervo di Culture totalmente estraneo alle presunte origini della Padania. Non dimentichiamo che la lega di oggi è la stessa che ha prodotto la ben nota legge Calderoli che ha distolto fondi destinati al Meridione per dirottarli al nord. E i Siciliani questo lo devono sapere!“- affermano i consiglieri del Pd.

Infine, ricordiamo ai Siciliani che questi signori sono stati eletti in altre liste e altri partiti e nella speranza di avere più potere saltando sul carro dell’apparente vincitore, ora si trovano a subire la mortificante nomina di persone inadeguate ai ruoli e offensive della dignità dei Siciliani” – concludono i consiglieri Gentile e Arcoleo.

Seneca diceva che quando facciamo entrare il nemico a casa nostra, credendo di poterne contenere la presenza, alla fine ne rimaniamo schiavi. Questa metafora ben si adatta a tutti quei politici locali che prendono in prestito dichiarazioni discriminatorie che non ci appartengono, pur sedendo negli scranni prossimi al Paradiso islamico raffigurato nel soffitto della Cappella palatina accanto ai simboli della cristianità”- conclude la Consigliera Milena Gentile anche a nome dell’associazione Emily Palermo che presiede.








Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *