Montemaggiore Belsito: annullata la festa “I Virgineddi” di San Giuseppe

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Per la prima volta nella storia Montemaggiore Belsito non festeggia “I Virgineddi” di San Giuseppe

Come da tradizione il primo maggio, in occasione della festa dei lavoratori, a Montemaggiore Belsito da sempre si festeggiano i “Virgineddi”, la festa in onore del patriarca San Giuseppe. Purtroppo anche questo evento tanto sentito dalla comunità montemaggiorese non sarà svolto per adeguarsi alle direttive governative che mirano soprattutto al distanziamento sociale per fronteggiare la grave pandemia da Covid 19, che ha messo in ginocchio intere comunità, italiane e di tutto il pianeta.

In origine la festa dei “Virgineddi”, nasce per andare incontro ai più poveri, richiamando nel corso degli anni l’interesse di tanti turisti. Come da tradizione, i preparativi mirano ad addobbare un meraviglioso altare, arricchito da bellissimi teli sul quale viene esposto “u panuzzu” di San Giuseppe. Con tanti dolci (cannuola, pignulata, sfinci), accompagnati da un profumato vino rosso. Tutto preparato rigorosamente in modo artigianale e con i prodotti tipici del posto, dalle sapienti mani di alcune signore montemaggioresi.

L’altare viene addobbato con piante di alloro, fiori e u “Laureddu” (pianta di frumento).

La degustazione è aperta a tutti i commensali che in devota preghiera esaltano il Santo, esclamando: “Evviva lu Patriarca San Giuseppe!”

Tutto poi si conclude con la processione del Santo per le vie del paese. Il 2020 è stato un anno particolare anche per la fede che per la prima volta nella storia non ha avuto la possibilità di riunire i cristiani credenti nella fede e nella speranza.
La comunità montemaggiorese si rivolge con devozione al patriarca San Giuseppe affinchè possa intercedere nel liberare le comunità dalla grave pandemia con la speranza che le antice tradizioni che da sempre hanno accompagnato l’uomo nel meraviglioso viaggio della vita possano ritornare ad essere festeggiate dai popoli e riportare i veri valori cristiani, far risorgere l’economia e dare dignità ai lavoratori una comunità che è stata colpita duramente a causa del Coronavirus.

Giuseppe Mesi










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