Emergenza coronavirus, Sabrina Figuccia: “Rendere operativi i vigili del fuoco discontinui”

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“Rendere operativi i circa 600 vigili del fuoco discontinui di Palermo per l’attività di sensibilizzazione e di controllo nei confronti di tutte quelle persone che non hanno ancora ben compreso l’importanza di rimanere in casa in questo momento di particolare situazione di emergenza”. Lo scrive Sabrina Figuccia, consigliera comunale dell’Udc di Palermo.

Sabrina Figuccia
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Rendere operativi i circa 600 vigili del fuoco discontinui di Palermo per l’attività di sensibilizzazione e di controllo nei confronti di tutte quelle persone che non hanno ancora ben compreso l’importanza di rimanere in casa in questo momento di particolare situazione di emergenza”. Lo scrive Sabrina Figuccia, consigliera comunale dell’Udc di Palermo, in una lettera-appello inviata stamane al prefetto di Palermo Antonella De Miro e al sindaco Leoluca Leoluca.

E’ necessario – scrive la consigliera Figuccia – un’opera di sensibilizzazione verso il Ministero dell’Interno affinchè questi operatori vengano posti in servizio. Si tratta di personale altamente qualificato e formato, che ormai da moltissimi anni svolge con grande professionalità, ma per pochissimi giorni durante l’anno, la delicata mansione di vigile del fuoco”.

In questo modo, fra l’altro, oltre a rispondere ad una esigenza di sicurezza e maggiore controllo della nostra città, si darebbe una risposta concreta a queste 600 famiglie a livello cittadino, che diventano circa 2000 sul piano regionale e addirittura 10.000 in tutta Italia. Pochi, infatti, sanno che il comparto dei vigili è costituito per più di un terzo da personale discontinuo privo dei più elementari diritti assicurativi e previdenziali. Questi “angeli in divisa”, se si ammalano o se subiscono un infortunio, sono assicurati solo per la breve durata del loro contratto, rimanendo completamente scoperti per il dopo”.

Più che un lavoro – affermano Pietro Zarcone e Maurizio Soliberto, entrambi vigili del fuoco discontinui – la nostra è una missione. Per questo sentiamo il dovere in questo difficile momento per il paese di poter dare il nostro contributo alla collettività”.

Il loro impiego – conclude Maria Teresa Turetta, segretario nazionale di CUB Pubblico impiego – permetterà anche il ripristino di importanti servizi come la tutela sanitaria ed assicurativa”.





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