Termini Imerese: il museo civico “Baldassare Romano” e le sue opere d’arte “oscurate” dal coronavirus

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Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, circa ottocento visitatori hanno potuto ammirare le infinite bellezze del museo civico “Baldassare Romano” di Termini Imerese, a partire dal più piccolo degli oggetti alle tele più grandi, ma purtroppo da quando il coronavirus si è presentato come una piovra su tutto il territorio nazionale, molti tour operator, scuole, università e altre iniziative, attenendosi alle direttive del governo nazionale, hanno annullato le prenotazioni. Il museo è chiuso al pubblico fino al prossimo 23 aprile, ma non è certo che riaprirà, si attendono nuove disposizioni. Anche l ‘arte in ogni sua forma viene oscurata, resa buia da un “terrorista invisibile”, di cui l’unica cosa che conosciamo è soltanto il nome: covid 19. L’ arte ci arricchisce, ci illumina, ci rinfranca lo spirito e sarà quella luce che aiuterà  l’Italia tutta, con speranza e forza, ad una  ripresa culturale e artistica.

Il museo civico “Baldassarre Romano” edificio storico costruito nel 1846-47 

Baldassarre Romano archeologo e studioso nome proveniente dalla chiesa madre di Termini Imerese

Tra le innumerevoli opere ospita anche reperti preistorici del paleolitico superiore provenienti dalle grotte del territorio e collezioni private di strumenti litici del Patiri e del Ciofalo.

Ma anche diversi reperti dalla vicina colonia Himera.

La sezione storico- artistica ospita alcune opere di pregio tra cui un polittico quattrocentesco di Gaspare da Pesaro e un ‘annunciazione su tavola di scala fiamminga. Di recente apertura la sezione dedicata all ‘ ottocento termitano, e due opere dello scultore Filippo Sgarlata.

Fabio Lo Bono, responsabile del museo Baldassarre Romano,  laureato in lettere moderne e studioso della corrente artistica del novecento, ci mette a conoscenza dell’inestimabile testimonianza di cultura e arte di cui il museo ne è custode, luogo e teatro aperto non solo ai visitatori, ma anche a tutti i diversi progetti portati e voluti dalle diverse figure che si sono susseguite dell’amministrazione comunale di Termini Imerese da Francesco Giunta che ha voluto fortemente un rilancio della struttura museale con l’apertura anche notturna con l’iniziativa “Una notte in città”, visite guidate agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, al commissario straordinario Di Fazio e infine Lo Presti. 

Infatti, alcune aree del museo sono state dedicate ai tanti progetti che hanno coinvolto numerose scuole, in particolare il liceo artistico e classico Gregorio Ugdulena. Si sono eseguiti progetti realizzati in carta pesta e tanto altro con la super visione di Peppe Piscitello. Sono stati fatti molti progetti nel 2019 come Natale al museo, carnevale al museo,  tanto spazio è stato dedicato alla lettura con la presentazione del libro della termitana Cinzia Forgia.

L ‘obiettivo, come ribadisce Lo Bono, è quello d’incentivare con iniziative culturali dei nostri beni di tutela, e quindi necessario che si promuova in toto tutto ciò che c’è di bello. Le opere d’arte nascono per arricchire l’anima, quindi non “dobbiamo odorare cenere ma alimentare il fuoco”.

“Ringrazio la redazione per la sensibilità e l ‘interesse mostrato in questo delicato momento di emergenza sociale nei confronti del museo civico Baldassarre Romano punto di riferimento di bellezza di cultura della città di Termini Imerese – ha affermato Fabio Lo Bono -. Oggi sono convinto più che mai che il museo (istituzione permanente senza scopo di lucro al servizio della società e del suo sviluppo) debba essere una piazza e non un tempio un luogo quotidiano e naturale di incontro e conforto per i cittadini, un luogo aperto con un progetto culturale definito che tenga conto della tutela, della ricerca, ma anche della valorizzazione, della promozione del patrimonio culturale di cui disponiamo”.

 










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