Giornata della memoria: “Ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere”

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Era il 27 gennaio del 1945,  quando le avanguardie delle truppe sovietiche raggiunsero il campo di concentramento di Auschwitz(Polonia) per dare fine a quei momenti di orrore. Orrore che grandi,  piccini, uomini e donne avrebbero vissuto per interi giorni chiusi in  quelle gelide stanze, senza respirare l’aria di quella libertà che le è stata negata e usurpata dalle truppe tedesche, guidate da Adolf Hitler. Oggi, 27 gennaio ricorrono i 73 anni del giorno della memoria, il quale fu  scelto nel 2005 dalle Nazioni Unite per la commemorazione.

Il ricordo dei quattro milioni di morti

Ad essere uccisi in quelle fredde camere a gas di Auschwitz furono quattro milioni di uomini, donne, bambini. Quasi tutti ebrei. Ma furono sterminati anche zingari, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici e altri «nemici» di Hiler.  Tutta gente comune con tanti sogni e speranze, che va ricordata.

L’orrore in Italia

Risiera di San Sabba di Trieste

Anche in Italia, l’orrore di cui vi parlavamo prima era lampante, reale. Infatti,  furono numerosi i campi di concentramento in tutto il paese, per l’esattezza 35.  Alcuni dei più importanti  furono :  il Campo di transito di Fossoli, Il Campo di transito di Bolzano, La Risiera di San Sabba a Trieste e Il Campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo : Tutti luoghi della memoria, nei quali sono stati uccisi numerose persone. Tra le tante tecniche usate in Italia e non solo per uccidere, furono le camere a gas (cioè ampi vani in cui i prigionieri venivano uccisi con il gas velenoso) con le quali non volevano solo attuare lo sterminio in modo efficiente, ma anche per  rendere il processo più impersonale per coloro che dovevano portarlo a termine.

Le parole del Presidente della repubblica

“Il cammino dell’umanità è purtroppo costellato da stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d’Europa”.

Queste le parole affermate dal presidente della repubblica Sergio Mattarella.

“Ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere”.

Questa, una delle tante  frasi simbolo che deve fare riflettere sulla crudeltà passata, che ha devastato la nostra società, e che deve essere solo un brutto ricordo, ma anche un momento da rimembrare sempre.





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