Inaugurata l’88esima stagione degli Amici della Musica di Palermo con un omaggio al compositore palermitano Eliodoro Sollima

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Palermo rende omaggio al musicista e compositore Eliodoro Sollima. Inaugurata lunedì 11 gennaio l’ottantottesima stagione concertistica dell’associazione siciliana degli Amici della Musica di Palermo. Luogo preposto all’apertura della stagione il Teatro Politeama Garibaldi, dove si svolgeranno gli altri eventi musicali in programma sia per la stagione pomeridiana che per quella serale che il prossimo 21 gennaio alle 20.45 vedrà esibirsi sullo stesso palcoscenico gli artisti Ramin Bahrami e Danilo Rea nello spettacolo “Bach in the air” . La performance musicale con cui la città ha reso omaggio al maestro Sollima, nel ventesimo anno della sua scomparsa, ha visto la collaborazione del sodalizio palermitano “Amici della Musica” con il Conservatorio di Palermo “Alessandro Scarlatti” dove, per oltre quarant’anni, il grande musicista palermitano ha insegnato composizione e ne è stato direttore per circa un decennio, promuovendo iniziative volte a valorizzare i talenti musicali del territorio.  Ad alternarsi sul palco, tre grandi solisti la cui carriera musicale è costellata da importanti traguardi e successi a livello internazionale: i figli Giovanni e Luigi Sollima , rispettivamente al violoncello e al flauto, ed il noto pianista Giuseppe Andaloro. I tre concertisti di chiara fama internazionale si sono alternati nelle esecuzioni solistiche riservate ai tre sopracitati strumenti musicali dai brani composti dal maestro in diversi momenti del suo percorso umano e professionale e rappresentativi di momenti peculiari del suo lungo viaggio nel mondo della composizione musicale. Le pregiate mani di Giuseppe Andaloro hanno valorizzato al massimo le potenzialità espressive del Concerto per pianoforte e orchestra risalente al 1958 e composto in occasione della nascita della primogenita del compositore, Anna Maria. Nella composizione, il pianoforte “dialoga” con l’orchestra con un alternarsi di parti distensive e momenti di maggiore tensione espressiva, con sezioni musicali “corpose” affidate ai fiati e alle percussioni e mirabilmente eseguite dall’orchestra “A. Scarlatti”. Altrettanto intensi e comunicativi sono apparsi i brani eseguiti al violoncello nella prima parte da Giovanni Sollima la cui esecuzione ha dato l’opportunità al pubblico di ascoltare la “Nenia e recitativo per violoncello e archi” e  l’Aria per violoncello e archi; delicato e suggestivo il primo brano, composto da Eliodoro Sollima nel 1976, nel quale trasse ispirazione da una Nenia siciliana che egli stesso aveva scritto nel 1968 per flauto dolce e pianoforte, con la ripresa di stilemi della musica popolare siciliana; particolarmente curate le sfumature timbriche nel secondo, in cui il tessuto sonoro realizzato dall’orchestra sostiene ed esalta le melodie eseguite al violoncello. La seconda parte del concerto è stata dedicata all’esecuzione dei Divertissement de viellesse,  “Quattro Pèches” su pretesti rossiniani, opera composta su commissione del Teatro Massimo di Palermo nel 1992 in occasione del bicentenario della nascita di Rossini. Per la scrittura di tale opera, Sollima trasse spunto per ciascuno dei quattro pezzi da un’aria del “Barbiere di Siviglia” , variando e modificando i temi rossiniani attraverso giochi contrappuntistici e mescolanze con spunti tematici desunti da brani di altri autori, come Beethoven e Mozart, dando vita così ad un’originale composizione che suscita curiosità e sorprende l’ascoltatore. Le eccellenti esecuzioni dei tre solisti, che si sono avvicendati sul palcoscenico individualmente per poi interpretare tutti e tre insieme il quarto pezzo dell’opera fino all’imponente e coinvolgente “esplosione” del finale, sono state supportate con grande professionalità ed “entusiasmo esecutivo” dall’orchestra sinfonica del Conservatorio “Alessandro Scarlatti” magistralmente diretta dal maestro Ottaviano Marino. Un tripudio di emozioni e di suoni dunque, sfociati nel finale di un interessante esperimento compositivo che lo stesso autore definiva scherzosamente il suo “peccato di vecchiaia”, la cui ironia, secondo quanto lo stesso Sollima affermava, sarebbe stata apprezzata da Rossini. Sul palco ben tre generazioni della famiglia Sollima, dal compositore e musicista Eliodoro al quale l’evento musicale è stato dedicato, ai figli Giovanni e Luigi con il violoncello e il flauto, al direttore artistico del sodalizio Donatella Sollima, fino ad arrivare ad Alessandro, figlio di Donatella e violoncellista nella sezione archi dell’orchestra del Conservatorio. L’evento è stato aperto da Carmela Mangalaviti, presidente del sodalizio palermitano “Amici della Musica” la quale, unitamente a Donatella Sollima e ad  Antonino Marcellino, soprintendente della FOSS , ha dato il benvenuto al numeroso e caloroso pubblico presente, nel ricordo di Eliodoro Sollima.

Cecilia Cimò





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