Il 29 novembre l’uscita dell’Immacolata dalla chiesa Madre per riabbracciare i fedeli

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Il 29 novembre, giorno in cui inizia il Novenario Solenne,  è un appuntamento imperdibile per i fedeli termitani devoti all’Immacolata.  

Benché oggi la statua dell’Immacolata sia visibile tutti i giorni dell’anno, “a nisciuta ra Maronna” dalla sua grande custodia marmorea rimane per i fedeli termitani un momento di grande gioia. E’ questa una tradizione ammantata di grande tenerezza, che ha mantenuto nel tempo tutte le sue peculiari caratteristiche di fede e di umanità.

Anche oggi che gli impenetrabili sportelli di ferro non esistono più, sostituiti da due ante trasparenti, quando la Madonna esce dalla sua custodia è come se tutti la potessero idealmente riabbracciare, dopo una lunghissima assenza. E in quel momento, nella chiesa gremita fino all’inverosimile di gente, scoppia spontaneo un fragoroso applauso.

Prima che la statua venga collocata sotto il baldacchino predisposto in fondo al presbiterio, i fedeli la accompagnano, tra il suono delle campane ed una immancabile serie di cinque colpi di mortaio, in una brevissima processione sul sagrato della chiesa, quasi in un simbolico abbraccio con l’intera città.

Questo, puntualmente, avviene la mattina del 29 novembre di ogni anno, giorno in cui ha inizio il Novenario Solenne dell’Immacolata.

Ma la Madonna è sempre uscita il 29 novembre? Probabilmente no.

Può essere infatti che, avendo avuto inizio il Novenario nel 1889, la tradizione di “uscire” la statua dell’Immacolata proprio in quel giorno sia cominciata in quello stesso anno.

Si sa che prima del Novenario la festa veniva solennizzata con un Triduo e si ha ragione di ritenere che questo venisse effettuato nei tre giorni precedenti l’otto dicembre. E’ dunque assai probabile che prima del 1889 “l’uscita” della Madonna avvenisse il giorno 5 dicembre.

 

Giuseppe Catanzaro

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